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PageSpeed Insights: Come Leggere e Migliorare il Punteggio del Tuo Sito

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 5 min di lettura

Cos’È PageSpeed Insights e Perché È Importante

PageSpeed Insights è lo strumento gratuito di Google che analizza le performance di una pagina web sia su dispositivi mobili sia su desktop, assegnando un punteggio da 0 a 100. Ma il valore di questo strumento va ben oltre un numero: fornisce indicazioni concrete e prioritizzate su cosa ottimizzare per migliorare la velocità di caricamento e l’esperienza utente del sito.

Nel 2021, con l’introduzione dei Core Web Vitals come fattore di ranking, ottenere un buon punteggio su PageSpeed Insights non è più solo una questione di orgoglio tecnico. È un fattore che incide direttamente sul posizionamento nei risultati di ricerca. Come evidenziato nella nostra guida alla SEO on-page, la velocità del sito è uno dei pilastri dell’ottimizzazione tecnica.

Come Interpretare il Punteggio

PageSpeed Insights classifica i siti in tre fasce:

È fondamentale comprendere che il punteggio si basa su due tipologie di dati. I dati sul campo (Field Data) provengono dal Chrome User Experience Report e rappresentano le performance reali sperimentate dagli utenti. I dati di laboratorio (Lab Data) sono generati da Lighthouse in un ambiente simulato. Google utilizza i dati sul campo per le decisioni di ranking, quindi sono quelli a cui prestare maggiore attenzione.

Le Metriche Chiave

PageSpeed Insights analizza diverse metriche, ciascuna con un peso specifico nel calcolo del punteggio complessivo:

  1. First Contentful Paint (FCP): il tempo necessario per visualizzare il primo elemento di contenuto (testo, immagine, SVG). Un buon FCP è inferiore a 1,8 secondi
  2. Largest Contentful Paint (LCP): il tempo necessario per renderizzare l’elemento più grande nella viewport. L’obiettivo è restare sotto i 2,5 secondi
  3. Total Blocking Time (TBT): la somma dei periodi in cui il thread principale del browser è bloccato dall’esecuzione di JavaScript. Correlato al First Input Delay, dovrebbe essere inferiore a 200 millisecondi
  4. Cumulative Layout Shift (CLS): misura la stabilità visiva della pagina. Il valore target è inferiore a 0,1
  5. Speed Index: quanto velocemente i contenuti sono visivamente visibili durante il caricamento

Ottimizzare le Immagini: Il Primo Passo

Le immagini rappresentano mediamente il 50-60% del peso di una pagina web. Ottimizzarle è spesso l’intervento con il maggiore impatto sul punteggio PageSpeed. Le strategie principali includono:

Ottimizzare CSS e JavaScript

I file CSS e JavaScript sono tra le principali cause di rendering lento. Ogni file esterno richiede una richiesta HTTP separata e, se non gestito correttamente, può bloccare il rendering della pagina.

Per il CSS è consigliabile estrarre il CSS critico (necessario per il rendering above-the-fold) e inserirlo inline nell’HTML, caricando il resto in modo asincrono. Minificare i file CSS rimuovendo spazi, commenti e codice inutilizzato può ridurne il peso del 20-30%.

Per JavaScript le strategie includono:

  1. Defer e async: caricare gli script in modo non bloccante utilizzando gli attributi defer o async
  2. Code splitting: dividere il codice in moduli caricati on-demand
  3. Tree shaking: eliminare il codice JavaScript non utilizzato tramite bundler come Webpack
  4. Minificazione: ridurre la dimensione dei file rimuovendo caratteri superflui

L’Importanza della CDN

Una Content Delivery Network (CDN) distribuisce i contenuti statici su server posizionati in diverse aree geografiche, riducendo la distanza fisica tra server e utente. Per i siti con un pubblico italiano, una CDN con nodi in Europa può ridurre i tempi di risposta del 40-60%. Servizi come Cloudflare offrono piani gratuiti che includono CDN, minificazione automatica e ottimizzazione delle immagini.

Il Ruolo dell’Hosting nelle Performance

Nessuna ottimizzazione frontend può compensare un hosting lento. Il Time to First Byte (TTFB), ovvero il tempo necessario al server per inviare il primo byte della risposta, dovrebbe essere inferiore a 200 millisecondi. Se il TTFB del tuo sito supera costantemente i 600 millisecondi, è probabilmente il momento di valutare una migrazione verso un hosting più performante.

Fattori che influenzano il TTFB includono la qualità dell’hardware del server, la configurazione del web server (Apache vs Nginx), la versione di PHP utilizzata (PHP 8 offre miglioramenti significativi), la presenza di cache lato server e l’ottimizzazione delle query al database.

Cache del Browser: Non Ricaricare Ciò che Non Cambia

Configurare correttamente la cache del browser permette di evitare il download ripetuto di risorse che non cambiano frequentemente. Attraverso gli header HTTP Cache-Control e Expires, è possibile istruire il browser a conservare localmente immagini, CSS, JavaScript e font per un periodo definito. Per le risorse statiche, un periodo di cache di 1 anno è generalmente appropriato, utilizzando il cache busting (aggiunta di un hash al nome del file) per forzare il ricaricamento quando il file viene aggiornato.

Migliorare il punteggio PageSpeed richiede un approccio sistematico e competenze tecniche specifiche. Se il tuo sito non raggiunge le performance desiderate, il team di G Tech Group può effettuare un’analisi approfondita e implementare le ottimizzazioni necessarie. Contattaci a su*****@********up.it oppure su WhatsApp al numero 0465 84 62 45.

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