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Migrazione al Cloud: Guida Pratica per le PMI

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 5 min di lettura

Migrazione al Cloud: Perché le PMI Non Possono Più Rimandare

La migrazione al cloud non è più una prerogativa delle grandi aziende. Nel 2022, le infrastrutture cloud sono diventate accessibili, scalabili e convenienti anche per le piccole e medie imprese. Spostare dati, applicazioni e servizi dai server fisici al cloud significa guadagnare in flessibilità, sicurezza e competitività. Ma come affrontare questo passaggio senza rischi? In questa guida affrontiamo passo dopo passo la pianificazione e l’esecuzione di una migrazione cloud per le PMI.

Valutare lo Stato Attuale: Il Primo Passo

Prima di migrare qualsiasi risorsa, è fondamentale condurre un assessment completo dell’infrastruttura esistente. Questo significa catalogare tutti i servizi attivi: server fisici, applicazioni, database, sistemi di posta elettronica, backup e archivi documentali. Per ciascun servizio occorre valutare le risorse utilizzate (CPU, RAM, storage), le dipendenze e la criticità per il business.

L’assessment deve anche considerare il volume di dati da migrare, la velocità della connessione internet disponibile e le competenze tecniche del team interno. Questi fattori influenzeranno direttamente la strategia di migrazione e i tempi necessari.

Le Domande da Porsi

Scegliere il Provider Cloud: AWS, Azure o Google Cloud?

I tre grandi provider cloud — Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud Platform (GCP) — dominano il mercato con offerte differenti per focus e punti di forza.

AWS è il leader di mercato con la gamma più ampia di servizi e la rete di data center più estesa. È la scelta più solida per aziende con esigenze complesse e variegate. Microsoft Azure eccelle nell’integrazione con l’ecosistema Microsoft (Office 365, Active Directory, Teams) ed è spesso la scelta naturale per le PMI che già utilizzano questi strumenti. Google Cloud si distingue per le soluzioni di data analytics, machine learning e per un pricing aggressivo.

Per molte PMI italiane, però, la scelta migliore potrebbe non essere uno di questi tre giganti. Provider europei come OVHcloud, Hetzner o Aruba Cloud offrono data center in Europa (importante per la compliance GDPR), supporto in italiano e prezzi spesso più competitivi. Per approfondire i criteri di scelta, vi rimandiamo alla nostra guida alla scelta dell’hosting.

Strategie di Migrazione: Le 6R

Il framework delle 6R, popolarizzato da AWS, identifica sei strategie di migrazione tra cui scegliere per ciascun servizio o applicazione:

  1. Rehosting (Lift and Shift): spostamento diretto dei server al cloud senza modifiche — la più rapida
  2. Replatforming: migrazione con piccole ottimizzazioni (es. passaggio a un database gestito)
  3. Repurchasing: sostituzione con un servizio SaaS (es. da Exchange locale a Microsoft 365)
  4. Refactoring: riscrittura dell’applicazione per sfruttare pienamente il cloud — la più costosa ma con i maggiori benefici
  5. Retain: mantenere on-premise i servizi non adatti alla migrazione
  6. Retire: dismettere applicazioni non più necessarie

Per una PMI, la strategia più comune è una combinazione di Rehosting per i server e Repurchasing per email e strumenti di collaborazione. Questo approccio bilancia velocità di esecuzione e benefici immediati.

Migrare Email e Strumenti di Collaborazione

La migrazione della posta elettronica è spesso la prima e più impattante operazione per una PMI. Il passaggio da un server mail locale a Microsoft 365 o Google Workspace porta vantaggi immediati: accesso da qualsiasi dispositivo, spazio di archiviazione generoso, strumenti di collaborazione integrati e sicurezza avanzata con filtri antispam e antiphishing.

La procedura di migrazione prevede la configurazione del nuovo servizio, l’importazione delle caselle email esistenti (inclusi archivi e contatti), l’aggiornamento dei record DNS (MX, SPF, DKIM, DMARC) e un periodo di coesistenza durante il quale entrambi i sistemi funzionano in parallelo. Per approfondire il tema dell’infrastruttura cloud, il nostro articolo sul cloud computing per le aziende offre una panoramica completa.

Migrazione dei Dati: Pianificazione e Sicurezza

Lo spostamento dei dati aziendali al cloud richiede una pianificazione accurata per evitare perdite e minimizzare i tempi di inattività. Per volumi ridotti (fino a qualche centinaio di GB), il trasferimento via internet è fattibile. Per volumi maggiori, alcuni provider offrono servizi di trasferimento fisico tramite dispositivi dedicati.

La sicurezza dei dati durante la migrazione è prioritaria. Ogni trasferimento deve avvenire su connessioni crittografate, e i dati a riposo sul cloud devono essere protetti con crittografia AES-256. È inoltre fondamentale verificare che il provider offra garanzie contrattuali sulla localizzazione dei dati e sulla conformità GDPR.

Checklist per la Migrazione Dati

Portare la Vostra Azienda nel Cloud con Sicurezza

La migrazione al cloud è un investimento strategico che, se pianificato correttamente, porta benefici immediati in termini di costi, flessibilità e sicurezza. La chiave del successo sta nella pianificazione: un assessment accurato, la scelta della strategia giusta per ogni componente e un partner tecnico affidabile che vi accompagni in ogni fase.

Il team di G Tech Group ha accompagnato numerose PMI italiane nella migrazione al cloud, dalla pianificazione iniziale alla messa in produzione. Se state valutando questo passaggio, contattateci a su*****@********up.it o su WhatsApp al 0465 84 62 45: analizzeremo la vostra infrastruttura e vi proporremo il percorso di migrazione più efficace.

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