Il banner cookie: obbligo di legge e opportunità di fiducia
Il banner per il consenso ai cookie è uno degli elementi più visibili del web moderno. Appare su quasi ogni sito, spesso in modo invadente, e molti utenti lo percepiscono come un fastidio. Eppure, per le aziende, implementarlo correttamente non è solo un obbligo normativo: è un’occasione per dimostrare trasparenza e costruire fiducia con i propri visitatori.
Il quadro normativo europeo, con il GDPR e la Direttiva ePrivacy, impone regole precise su come i siti web possono tracciare gli utenti. Chi non le rispetta rischia sanzioni che possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo globale. Ma oltre al rischio sanzionatorio, c’è un tema di credibilità: un sito che gestisce male la privacy trasmette un’immagine poco professionale. Per un approfondimento completo sulla normativa, rimandiamo alla nostra guida su GDPR e siti web.
Cookie tecnici, analitici e di profilazione: le differenze
Non tutti i cookie sono uguali, e la legge li tratta in modo diverso. Comprendere le categorie è il primo passo per implementare un banner conforme.
Cookie tecnici (necessari)
Sono indispensabili per il funzionamento del sito: gestiscono il login, il carrello, le preferenze di lingua, la sessione utente. Non richiedono consenso e possono essere attivati fin dal primo caricamento della pagina. Il banner deve comunque informare della loro presenza.
Cookie analitici
Raccolgono dati statistici aggregati sul comportamento degli utenti: pagine visitate, tempo di permanenza, percorsi di navigazione. Se sono anonimizzati (come Google Analytics con IP anonimizzato e senza condivisione con terze parti), il Garante Privacy italiano li equipara ai cookie tecnici. In caso contrario, richiedono il consenso esplicito.
Cookie di profilazione
Tracciano l’utente per creare un profilo dei suoi interessi e mostrargli pubblicità personalizzata. Includono i cookie di piattaforme pubblicitarie (Google Ads, Facebook Pixel, LinkedIn Insight Tag) e di remarketing. Richiedono sempre il consenso esplicito e informato prima di essere attivati.
Requisiti per un banner cookie conforme al GDPR
Un banner cookie conforme deve rispettare criteri specifici stabiliti dal Garante Privacy e dalle linee guida dell’EDPB (European Data Protection Board):
- Consenso granulare: l’utente deve poter accettare o rifiutare le diverse categorie di cookie separatamente, non con un unico pulsante “accetta tutto”.
- Rifiuto altrettanto facile dell’accettazione: il pulsante per rifiutare i cookie non necessari deve essere visibile e accessibile quanto quello per accettare. Nascondere il rifiuto dietro un menu secondario è una violazione.
- Nessun cookie prima del consenso: i cookie di profilazione non devono essere installati finché l’utente non ha espresso un consenso esplicito.
- Informativa chiara: il banner deve spiegare in modo comprensibile quali cookie vengono utilizzati e per quale finalità, con link alla cookie policy completa.
- Registro dei consensi: il titolare deve poter dimostrare di aver ottenuto il consenso, conservando un registro con timestamp, preferenze espresse e versione del banner mostrato.
- Possibilità di revoca: l’utente deve poter modificare le proprie preferenze in qualsiasi momento, tramite un widget o un link sempre accessibile.
Google Consent Mode v2: cosa cambia per Analytics e Ads
Dal marzo 2024, Google richiede l’implementazione del Consent Mode v2 per tutti i siti che utilizzano Google Analytics, Google Ads o altri servizi Google che raccolgono dati degli utenti nello Spazio Economico Europeo. Chi non si adegua perde la possibilità di fare remarketing e la misurazione delle conversioni diventa meno accurata.
Il Consent Mode funziona come un intermediario tra il banner cookie e i tag di Google. Comunica a Google lo stato del consenso dell’utente attraverso due segnali principali:
- ad_storage: controlla i cookie pubblicitari (Google Ads, remarketing).
- analytics_storage: controlla i cookie di Google Analytics.
Quando l’utente non presta il consenso, Google raccoglie comunque dati in forma aggregata e anonima (modalità “cookieless”), utilizzando la modellazione statistica per colmare le lacune. Non è preciso come il tracciamento con cookie, ma è meglio di non avere dati affatto.
Per chi utilizza Google Analytics come strumento principale di analisi, l’implementazione del Consent Mode v2 è ormai indispensabile per mantenere l’accuratezza dei dati.
Soluzioni tecniche per implementare il banner
Esistono diverse piattaforme di Consent Management Platform (CMP) che semplificano l’implementazione di un banner conforme:
- Iubenda: soluzione italiana molto diffusa, offre banner personalizzabile, cookie policy automatica, registro dei consensi e integrazione Consent Mode v2. Piani da circa 30 euro/anno.
- Cookiebot: scansiona automaticamente il sito per identificare tutti i cookie presenti. Offre un piano gratuito per siti fino a 100 pagine.
- Complianz: plugin WordPress che combina cookie banner, cookie policy e registro dei consensi in un’unica soluzione.
- CookieYes: interfaccia semplice, buona integrazione con WordPress e supporto per il Consent Mode v2.
Errori da evitare
Anche con una CMP, è facile commettere errori che rendono il banner non conforme:
- Cookie wall: impedire l’accesso al sito a chi non accetta i cookie è vietato dal Garante Privacy italiano.
- Consenso implicito: lo scrolling o la navigazione non costituiscono consenso valido.
- Dark pattern: pulsante “accetta” grande e colorato, “rifiuta” piccolo e grigio. Le autorità europee stanno sanzionando sempre più frequentemente queste pratiche.
- Banner persistente: se l’utente ha già espresso le proprie preferenze, il banner non deve ricomparire a ogni visita (ma deve riapparire dopo un periodo ragionevole, tipicamente 6-12 mesi).
Se vuoi implementare un banner cookie conforme al GDPR con supporto per il Consent Mode v2 di Google, G Tech Group può occuparsi della configurazione completa e dell’integrazione con i tuoi strumenti di analytics e advertising. Scrivici a su*****@********up.it oppure contattaci via WhatsApp al 0465 84 62 45.