Multi-Cloud e Hybrid Cloud: Orientarsi nel 2025
L’infrastruttura cloud ha raggiunto un livello di maturità tale che oggi la domanda non è più “se” adottare il cloud, ma “quale strategia cloud” sia più adatta alla propria azienda. Nel 2025, le PMI italiane si trovano di fronte a una scelta strategica tra multi-cloud (utilizzo di più provider cloud contemporaneamente) e hybrid cloud (combinazione di infrastruttura on-premise e servizi cloud). Entrambi gli approcci offrono vantaggi significativi, ma richiedono una pianificazione attenta per evitare costi imprevisti e complessità gestionale.
La scelta giusta dipende da fattori specifici dell’azienda: dimensione, settore, requisiti normativi, competenze interne e budget disponibile. Analizziamo nel dettaglio le due strategie per aiutarti a prendere una decisione informata.
Multi-Cloud: Vantaggi e Sfide
La strategia multi-cloud prevede l’utilizzo di servizi di più provider cloud (AWS, Google Cloud, Microsoft Azure, OVH, Hetzner) per diversi carichi di lavoro o come ridondanza. Questo approccio sta guadagnando popolarità tra le aziende che vogliono evitare la dipendenza da un singolo fornitore.
I vantaggi principali includono:
- Riduzione del vendor lock-in: la possibilità di migrare carichi di lavoro tra provider riduce il rischio di dipendenza e aumenta il potere negoziale dell’azienda.
- Best-of-breed: ogni provider eccelle in ambiti diversi. Si può utilizzare AWS per il computing, Google Cloud per l’AI e Azure per l’integrazione con l’ecosistema Microsoft.
- Resilienza: un’interruzione di servizio di un provider non blocca l’intera azienda se i carichi critici sono distribuiti.
- Ottimizzazione dei costi: confrontare i prezzi tra provider per ogni servizio può generare risparmi significativi.
Le sfide da affrontare riguardano la complessità gestionale, la necessità di competenze su più piattaforme, la coerenza delle policy di sicurezza e il rischio di costi nascosti legati al trasferimento dati tra provider. Per approfondire le basi del cloud computing per le aziende, è utile partire dai fondamenti prima di considerare strategie avanzate.
Hybrid Cloud: Il Meglio dei Due Mondi
L’hybrid cloud combina infrastruttura on-premise (server fisici in azienda o in un data center dedicato) con servizi cloud pubblici. Questa strategia è particolarmente adatta alle aziende che hanno requisiti normativi stringenti o che hanno già investito significativamente in hardware proprio.
I casi d’uso tipici comprendono:
- Dati sensibili on-premise: mantenere i dati soggetti a normative (sanitari, finanziari, giudiziari) su server interni, utilizzando il cloud per applicazioni e servizi meno critici.
- Cloud bursting: utilizzare l’infrastruttura interna per i carichi normali e scalare sul cloud durante i picchi di domanda.
- Disaster recovery: mantenere backup e sistemi di ripristino nel cloud per garantire la continuità operativa in caso di disastri.
- Migrazione graduale: spostare progressivamente i carichi di lavoro dall’on-premise al cloud, senza interruzioni di servizio.
Portabilità dei Dati e Vendor Lock-in
Uno dei temi più critici nella strategia cloud è la portabilità dei dati. Il vendor lock-in si verifica quando l’azienda diventa così dipendente dai servizi proprietari di un provider da rendere la migrazione tecnicamente complessa e economicamente onerosa.
Per mitigare questo rischio, è consigliabile:
- Utilizzare standard aperti: privilegiare container (Docker, Kubernetes), formati dati standard e API aperte rispetto a servizi proprietari.
- Mantenere una exit strategy: documentare le procedure di migrazione e testarle periodicamente.
- Separare i dati dalla logica: utilizzare database compatibili con più piattaforme e mantenere i dati in formati esportabili.
- Valutare i costi di egress: i costi di trasferimento dati in uscita da un provider possono essere significativi e devono essere considerati nella pianificazione.
Costi del Cloud: Come Evitare Sorprese
La gestione dei costi cloud è una disciplina a sé stante, tanto che è nato il termine FinOps per descriverla. Le PMI che adottano il cloud senza una strategia di costo chiara rischiano di trovarsi con fatture mensili ben superiori alle aspettative.
La scelta del miglior servizio di hosting è il punto di partenza, ma la gestione finanziaria del cloud richiede attenzione continua. Le best practice includono:
- Rightsizing: dimensionare le risorse in base al reale utilizzo, evitando di sovradimensionare istanze e servizi.
- Reserved instances: prenotare capacità computazionale a lungo termine per ottenere sconti fino al 70%.
- Spot/Preemptible instances: utilizzare istanze a prezzo ridotto per carichi di lavoro non critici e interrompibili.
- Auto-scaling: configurare lo scaling automatico per ridurre le risorse durante i periodi di basso utilizzo.
- Monitoraggio continuo: utilizzare strumenti di cost management per identificare sprechi e ottimizzare la spesa.
Quale Strategia Scegliere per la Tua PMI
La scelta tra multi-cloud e hybrid cloud non è universale: dipende dal contesto specifico della tua azienda. Per le PMI italiane con budget limitato e poche competenze cloud interne, il consiglio è partire con un singolo provider cloud affidabile, acquisire esperienza e competenze, e poi valutare strategie più complesse man mano che le esigenze crescono.
L’aspetto più importante è avere una strategia chiara che definisca quali carichi di lavoro vanno nel cloud, quali restano on-premise, come vengono gestiti i costi e come viene garantita la sicurezza. Senza una strategia, il cloud diventa un costo incontrollabile anziché un vantaggio competitivo.
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