Redirect e canonical: gli strumenti che salvano il posizionamento
Ogni volta che un sito web viene ristrutturato, migrato a un nuovo dominio o riorganizzato nei contenuti, si pone un problema critico: le vecchie URL smettono di funzionare. I link in arrivo da altri siti, i segnalibri degli utenti e le pagine indicizzate da Google restituiscono un errore 404. E con quei link che si rompono, si perde il valore SEO accumulato nel tempo.
I redirect e il tag canonical sono gli strumenti tecnici che permettono di gestire queste transizioni senza perdere il posizionamento conquistato. Usarli correttamente è la differenza tra una migrazione riuscita e un crollo di traffico organico.
Redirect 301: il trasferimento permanente
Il redirect 301 comunica ai browser e ai motori di ricerca che una pagina si è spostata definitivamente a un nuovo indirizzo. È il tipo di redirect più importante per la SEO perché trasferisce la quasi totalità del “link juice” (il valore SEO dei backlink) dalla vecchia URL alla nuova.
I casi d’uso principali del redirect 301:
- Migrazione di dominio: da vecchiodominio.it a nuovodominio.it.
- Passaggio da HTTP a HTTPS: ogni URL http:// deve reindirizzare alla corrispondente https://.
- Cambio della struttura URL: da /prodotti/categoria/articolo a /shop/articolo.
- Unificazione di contenuti duplicati: quando due pagine con contenuti simili vengono fuse in una sola.
- Normalizzazione www / non-www: scegliere una versione e reindirizzare l’altra.
Come implementare un redirect 301
Su server Apache, il metodo più comune è tramite il file .htaccess:
Redirect 301 /vecchia-pagina https://www.tuosito.it/nuova-pagina
Per redirect multipli basati su pattern, si usano le regole RewriteRule:
RewriteEngine On
RewriteRule ^vecchia-directory/(.*)$ /nuova-directory/$1 [R=301,L]
Su server Nginx, i redirect si configurano nel blocco server del file di configurazione. Su WordPress, plugin come Redirection o Yoast SEO Premium permettono di gestire i redirect senza toccare il codice. La scelta dell’hosting influisce anche sulla facilità con cui è possibile implementare questi redirect a livello server.
Redirect 302: lo spostamento temporaneo
Il redirect 302 indica che lo spostamento è temporaneo. Il browser segue il redirect, ma i motori di ricerca continuano a considerare l’URL originale come quella canonica. Questo significa che il link juice resta sulla vecchia URL.
I redirect 302 sono appropriati in situazioni specifiche:
- Manutenzione temporanea: una pagina è temporaneamente non disponibile e viene reindirizzata a una pagina di cortesia.
- A/B testing: gli utenti vengono temporaneamente indirizzati a versioni diverse di una pagina.
- Contenuti stagionali: una pagina promozionale viene reindirizzata al catalogo generico fuori dal periodo della promozione.
- Geo-targeting: redirect temporanei basati sulla posizione geografica dell’utente.
Attenzione: un errore molto comune è usare il 302 quando servirebbe un 301. Se lo spostamento è permanente ma si usa un 302, Google non trasferisce il valore SEO alla nuova pagina, e nel tempo la vecchia URL potrebbe essere rimossa dall’indice senza che la nuova ne erediti l’autorità.
Il tag canonical: gestire i contenuti duplicati
Il tag canonical (rel="canonical") non è un redirect: è un’indicazione nel codice HTML che segnala ai motori di ricerca quale tra più versioni di una pagina è quella “ufficiale” da indicizzare. L’utente continua a vedere la pagina che ha richiesto, ma Google sa quale versione preferire.
Scenari tipici per il tag canonical:
- Parametri URL: le pagine con parametri di ordinamento o filtro (es. ?sort=prezzo, ?colore=rosso) hanno lo stesso contenuto della pagina base.
- Versioni stampa: pagine /print con contenuto identico alla versione standard.
- Contenuti sindacati: articoli pubblicati su più siti web, dove si indica qual è la fonte originale.
- Varianti regionali: pagine quasi identiche per diverse regioni dello stesso Paese.
- Paginazione: pagine di elenco con paginazione dove il contenuto si sovrappone parzialmente.
L’implementazione è semplice: si inserisce nel <head> della pagina il tag <link rel="canonical" href="https://www.tuosito.it/pagina-canonica/" />. Il tag canonical è un suggerimento per Google, non una direttiva vincolante: il motore di ricerca può decidere di ignorarlo se ritiene che l’indicazione non sia coerente con il contenuto effettivo.
Redirect e SEO on-page: un rapporto stretto
La corretta gestione dei redirect è parte integrante di una strategia di SEO on-page solida. Un sito con catene di redirect, redirect circolari o URL canoniche incoerenti invia segnali confusi ai motori di ricerca e spreca il crawl budget, ovvero il numero di pagine che Googlebot visita durante ogni sessione di scansione.
Best practice per una gestione SEO-friendly dei redirect:
- Evita le catene: A → B → C deve diventare A → C. Ogni hop aggiuntivo diluisce il link juice e rallenta l’utente.
- Mappa ogni redirect: prima di una migrazione, crea un foglio di mapping che associa ogni vecchia URL alla corrispondente nuova URL.
- Monitora i 404: dopo una migrazione, controlla regolarmente Google Search Console per identificare URL che restituiscono errori 404 e che necessitano di redirect.
- Non redirect tutto alla homepage: reindirizzare pagine specifiche alla homepage è considerato un soft 404 da Google e non trasferisce valore SEO.
- Aggiorna i link interni: dopo aver impostato i redirect, aggiorna i link interni del sito per puntare direttamente alle nuove URL, evitando redirect non necessari.
Strumenti utili per la gestione dei redirect
Gestire i redirect in modo efficace richiede strumenti di analisi e monitoraggio:
- Screaming Frog: il crawler SEO più utilizzato, identifica redirect, catene, loop e pagine 404 su tutto il sito.
- Google Search Console: segnala errori di copertura, pagine con redirect e problemi di indicizzazione.
- Redirect Path (estensione Chrome): mostra in tempo reale il tipo di redirect e la catena di reindirizzamenti per ogni pagina visitata.
- Ahrefs / SEMrush: permettono di monitorare i backlink e verificare che i redirect preservino il valore dei link in entrata.
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