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Redirect 301, 302 e Canonical: Guida SEO ai Reindirizzamenti

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 5 min di lettura

Redirect e canonical: gli strumenti che salvano il posizionamento

Ogni volta che un sito web viene ristrutturato, migrato a un nuovo dominio o riorganizzato nei contenuti, si pone un problema critico: le vecchie URL smettono di funzionare. I link in arrivo da altri siti, i segnalibri degli utenti e le pagine indicizzate da Google restituiscono un errore 404. E con quei link che si rompono, si perde il valore SEO accumulato nel tempo.

I redirect e il tag canonical sono gli strumenti tecnici che permettono di gestire queste transizioni senza perdere il posizionamento conquistato. Usarli correttamente è la differenza tra una migrazione riuscita e un crollo di traffico organico.

Redirect 301: il trasferimento permanente

Il redirect 301 comunica ai browser e ai motori di ricerca che una pagina si è spostata definitivamente a un nuovo indirizzo. È il tipo di redirect più importante per la SEO perché trasferisce la quasi totalità del “link juice” (il valore SEO dei backlink) dalla vecchia URL alla nuova.

I casi d’uso principali del redirect 301:

Come implementare un redirect 301

Su server Apache, il metodo più comune è tramite il file .htaccess:

Redirect 301 /vecchia-pagina https://www.tuosito.it/nuova-pagina

Per redirect multipli basati su pattern, si usano le regole RewriteRule:

RewriteEngine On
RewriteRule ^vecchia-directory/(.*)$ /nuova-directory/$1 [R=301,L]

Su server Nginx, i redirect si configurano nel blocco server del file di configurazione. Su WordPress, plugin come Redirection o Yoast SEO Premium permettono di gestire i redirect senza toccare il codice. La scelta dell’hosting influisce anche sulla facilità con cui è possibile implementare questi redirect a livello server.

Redirect 302: lo spostamento temporaneo

Il redirect 302 indica che lo spostamento è temporaneo. Il browser segue il redirect, ma i motori di ricerca continuano a considerare l’URL originale come quella canonica. Questo significa che il link juice resta sulla vecchia URL.

I redirect 302 sono appropriati in situazioni specifiche:

Attenzione: un errore molto comune è usare il 302 quando servirebbe un 301. Se lo spostamento è permanente ma si usa un 302, Google non trasferisce il valore SEO alla nuova pagina, e nel tempo la vecchia URL potrebbe essere rimossa dall’indice senza che la nuova ne erediti l’autorità.

Il tag canonical: gestire i contenuti duplicati

Il tag canonical (rel="canonical") non è un redirect: è un’indicazione nel codice HTML che segnala ai motori di ricerca quale tra più versioni di una pagina è quella “ufficiale” da indicizzare. L’utente continua a vedere la pagina che ha richiesto, ma Google sa quale versione preferire.

Scenari tipici per il tag canonical:

  1. Parametri URL: le pagine con parametri di ordinamento o filtro (es. ?sort=prezzo, ?colore=rosso) hanno lo stesso contenuto della pagina base.
  2. Versioni stampa: pagine /print con contenuto identico alla versione standard.
  3. Contenuti sindacati: articoli pubblicati su più siti web, dove si indica qual è la fonte originale.
  4. Varianti regionali: pagine quasi identiche per diverse regioni dello stesso Paese.
  5. Paginazione: pagine di elenco con paginazione dove il contenuto si sovrappone parzialmente.

L’implementazione è semplice: si inserisce nel <head> della pagina il tag <link rel="canonical" href="https://www.tuosito.it/pagina-canonica/" />. Il tag canonical è un suggerimento per Google, non una direttiva vincolante: il motore di ricerca può decidere di ignorarlo se ritiene che l’indicazione non sia coerente con il contenuto effettivo.

Redirect e SEO on-page: un rapporto stretto

La corretta gestione dei redirect è parte integrante di una strategia di SEO on-page solida. Un sito con catene di redirect, redirect circolari o URL canoniche incoerenti invia segnali confusi ai motori di ricerca e spreca il crawl budget, ovvero il numero di pagine che Googlebot visita durante ogni sessione di scansione.

Best practice per una gestione SEO-friendly dei redirect:

Strumenti utili per la gestione dei redirect

Gestire i redirect in modo efficace richiede strumenti di analisi e monitoraggio:

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