SEO Tecnico: Audit e Ottimizzazione per Siti WordPress
La SEO tecnica rappresenta le fondamenta su cui si costruisce qualsiasi strategia di posizionamento. Puoi avere i contenuti migliori del mondo, ma se Google non riesce a scansionare e indicizzare correttamente le tue pagine, quel lavoro sarà invisibile. Per i siti WordPress, alcune problematiche tecniche sono particolarmente comuni e spesso passano inosservate per mesi, erodendo silenziosamente il potenziale di traffico organico. In questa guida vediamo come condurre un audit SEO tecnico completo e risolvere le criticità più frequenti.
Crawlability: Google Riesce a Scansionare il Tuo Sito?
La crawlability è la capacità dei motori di ricerca di accedere e scansionare le pagine del tuo sito. Se Googlebot non riesce a raggiungere una pagina, quella pagina non verrà mai indicizzata, indipendentemente dalla qualità del contenuto.
robots.txt: Il Primo Checkpoint
Il file robots.txt (raggiungibile su tuodominio.it/robots.txt) comunica ai crawler quali aree del sito possono o non possono scansionare. Per WordPress, un robots.txt corretto dovrebbe:
- Permettere l’accesso a tutte le pagine pubbliche
- Bloccare
/wp-admin/(tranne/wp-admin/admin-ajax.php, necessario per le funzionalità front-end) - Non bloccare CSS e JavaScript (Google deve poterli scaricare per renderizzare le pagine)
- Includere il percorso della sitemap XML
- Non contenere regole
Disallow: /che bloccherebbero l’intero sito (errore più comune di quanto si pensi)
Verifica il tuo robots.txt in Google Search Console > Impostazioni > Scansione > robots.txt. Lo strumento mostra anche eventuali errori di parsing.
Crawl Budget
Google assegna a ogni sito un crawl budget: il numero di pagine che scansiona in un determinato periodo. Per siti piccoli (sotto le 1.000 pagine) questo non è generalmente un problema, ma per siti WordPress con molte pagine generate automaticamente (archivi per data, tag, autore), il crawl budget può essere sprecato su pagine di scarso valore.
Per ottimizzare il crawl budget su WordPress:
- Disattiva gli archivi per data e per autore (se il blog ha un solo autore) tramite il plugin SEO
- Limita il numero di tag: ogni tag genera una pagina archivio. Usa i tag con parsimonia e rimuovi quelli con meno di 3 articoli
- Imposta come noindex le pagine di archivio che non apportano valore SEO
- Correggi le catene di redirect: ogni redirect in catena spreca una scansione
Indexability: Le Tue Pagine Vengono Indicizzate?
Una pagina raggiungibile dal crawler non viene necessariamente indicizzata. Il tag meta robots e l’header HTTP X-Robots-Tag controllano se una pagina deve essere inclusa nell’indice di Google.
Problemi comuni di indicizzazione su WordPress:
- Checkbox “Scoraggia i motori di ricerca”: in Impostazioni > Lettura, questa opzione aggiunge un meta noindex a tutto il sito. Viene spesso attivata durante lo sviluppo e dimenticata al lancio
- Plugin SEO con noindex involontario: verifica che il plugin SEO non abbia impostato noindex su categorie, tag o tipi di post personalizzati
- Pagine orfane: pagine non linkate da nessun’altra pagina del sito. Google le scopre con difficoltà e tende a non indicizzarle
- Contenuto duplicato: WordPress genera spesso URL multipli per lo stesso contenuto (con e senza www, con e senza trailing slash, pagine di allegati)
Il modo più rapido per verificare lo stato di indicizzazione è controllare il rapporto Copertura (o Pagine) in Google Search Console, che mostra esattamente quali pagine sono indicizzate e quali sono escluse, con il motivo dell’esclusione.
Tag Canonical: Risolvere i Contenuti Duplicati
Il tag rel=”canonical” indica a Google quale URL è la versione principale di una pagina quando esistono più URL con contenuto identico o molto simile. Su WordPress, i problemi di canonical più comuni sono:
- Pagine di allegati: WordPress crea una pagina dedicata per ogni immagine caricata. Queste pagine hanno contenuto quasi nullo e vanno reindirizzate all’articolo che contiene l’immagine
- Parametri URL: i parametri di tracking (?utm_source=…) o di ordinamento (?orderby=…) creano URL duplicati. Gestiscili con il tag canonical o con il parametro handling in Search Console
- Paginazione: le pagine 2, 3, ecc. degli archivi devono avere il canonical che punta a se stesse, non alla pagina 1
- Versione www vs non-www e HTTP vs HTTPS: deve esistere una sola versione canonica con redirect 301 per tutte le altre
Per le basi dell’ottimizzazione on-page, inclusa la gestione dei tag canonical, consulta la nostra guida sulla SEO on-page.
Sitemap XML: La Mappa per Google
La sitemap XML è un file che elenca tutte le URL che vuoi far indicizzare a Google, con informazioni sulla data dell’ultima modifica e la priorità. Per WordPress, la sitemap viene generata automaticamente dal plugin SEO (Rank Math, Yoast, All in One SEO) o dalla funzionalità nativa di WordPress 5.5+.
Best practice per la sitemap WordPress:
- Includi solo le pagine indicizzabili: se una pagina ha meta noindex, non deve essere nella sitemap
- Escludi i redirect: URL che restituiscono un redirect 301 non devono essere nella sitemap
- Aggiorna la data lastmod: deve riflettere l’ultima modifica reale del contenuto, non la data corrente
- Suddividi per tipo: sitemap separate per articoli, pagine, categorie e immagini migliorano la leggibilità
- Limite 50.000 URL / 50 MB: se il sito supera questi limiti, usa un sitemap index che raggruppa più sitemap
- Invia in Search Console: dopo la creazione, invia la sitemap tramite Google Search Console e monitora eventuali errori
JavaScript Rendering e Core Web Vitals
I temi e i plugin WordPress moderni utilizzano sempre più JavaScript per funzionalità interattive, slider, lazy loading e contenuti dinamici. Questo può creare problemi di rendering per Googlebot:
- Contenuto caricato via AJAX: se parti importanti del contenuto vengono caricate con JavaScript dopo il caricamento iniziale della pagina, Google potrebbe non vederle
- Lazy loading aggressivo: il lazy loading delle immagini above the fold rallenta il Largest Contentful Paint (LCP) e può impedire a Google di indicizzare le immagini
- Slider e tab: il contenuto nascosto in tab o slider potrebbe non essere visibile al crawler
Utilizza lo strumento “Visualizza come Google” in Search Console (Controllo URL > Testa URL pubblicato) per verificare come Googlebot vede effettivamente le tue pagine. Confronta lo screenshot renderizzato con la versione che vedi nel browser.
Strumenti per l’Audit SEO Tecnico
Per condurre un audit SEO tecnico completo, utilizza una combinazione di questi strumenti:
- Google Search Console: la fonte primaria di dati su indicizzazione, errori di scansione e performance nelle SERP
- Screaming Frog SEO Spider: crawler desktop che analizza fino a 500 URL gratuitamente, identificando errori tecnici, redirect, meta tag e link interni
- Ahrefs Site Audit: scansione completa con classificazione delle criticità per priorità
- GTmetrix e PageSpeed Insights: per l’analisi delle performance e dei Core Web Vitals
- Schema Markup Validator: per verificare la correttezza dei dati strutturati
La sicurezza del sito è un aspetto che influenza anche la SEO tecnica. Un sito compromesso da malware viene penalizzato da Google e può essere rimosso dai risultati di ricerca. Per proteggere il tuo WordPress, leggi il nostro articolo sulla sicurezza WordPress.
Un audit SEO tecnico approfondito richiede competenze specifiche e strumenti professionali. Se vuoi assicurarti che il tuo sito WordPress sia tecnicamente perfetto per i motori di ricerca, G Tech Group può eseguire un audit completo e implementare tutte le correzioni necessarie. Contattaci a su*****@********up.it o via WhatsApp al 0465 84 62 45 per un preventivo.