Sito WordPress Multilingua: raggiungere clienti in tutto il mondo
Se la tua azienda opera con clienti internazionali, ha ambizioni di espansione all’estero o semplicemente serve un mercato turistico, un sito web in una sola lingua è un limite concreto al tuo business. Il sito multilingua non è più un lusso riservato alle multinazionali: con WordPress e i plugin giusti, anche una PMI può offrire un’esperienza completa in più lingue, migliorando la visibilità internazionale e aumentando le conversioni nei mercati esteri.
Perché un sito multilingua fa la differenza
I numeri parlano chiaro: il 75% degli utenti preferisce acquistare prodotti presentati nella propria lingua madre, e il 60% raramente o mai acquista da siti disponibili solo in inglese. Offrire contenuti nella lingua del tuo target non è solo una cortesia, è una strategia di business con un impatto diretto sul fatturato.
I benefici concreti di un sito multilingua includono:
- Accesso a nuovi mercati: ogni lingua aggiunta apre le porte a milioni di potenziali clienti.
- Migliore posizionamento SEO internazionale: Google mostra i risultati nella lingua dell’utente. Se il tuo sito è solo in italiano, non apparirà nelle ricerche in tedesco o francese.
- Maggiore fiducia e conversioni: un sito nella lingua del visitatore trasmette professionalità e attenzione al cliente.
- Vantaggio competitivo: in molti settori, la concorrenza non ha ancora investito nella localizzazione. Essere tra i primi significa occupare posizioni che poi saranno difficili da scalzare.
I migliori plugin WordPress per il multilingua
WordPress non supporta nativamente il multilingua, ma esistono plugin WordPress eccellenti che aggiungono questa funzionalità. Ognuno ha un approccio diverso, con pro e contro specifici:
WPML (WordPress Multilingual Plugin)
È il plugin multilingua più utilizzato al mondo, con oltre un milione di installazioni attive. WPML permette di tradurre ogni elemento del sito: pagine, articoli, categorie, tag, menu, widget, testi del tema e stringhe dei plugin.
- Pro: compatibilità eccellente con la maggior parte dei temi e plugin (WooCommerce, Elementor, ACF), sistema di traduzione professionale integrato (puoi inviare i contenuti a traduttori direttamente dal pannello), gestione avanzata delle stringhe.
- Contro: a pagamento (da 39$/anno), può rallentare il sito se non configurato correttamente a causa delle query aggiuntive al database, curva di apprendimento iniziale.
Polylang
Alternativa popolare a WPML, con una versione gratuita funzionale e una Pro a pagamento. Polylang adotta un approccio simile a WPML (una riga nel database per ogni traduzione) ma con un’interfaccia più leggera.
- Pro: versione gratuita utilizzabile per progetti semplici, interfaccia intuitiva, buone prestazioni, compatibile con Yoast SEO.
- Contro: la versione gratuita non supporta WooCommerce (serve Polylang Pro + addon), meno integrazioni rispetto a WPML, documentazione meno estesa.
TranslatePress
Approccio completamente diverso: invece di tradurre dal backend, TranslatePress permette di tradurre direttamente dal frontend, visualizzando la pagina come la vedrebbe l’utente e modificando i testi in tempo reale.
- Pro: facilissimo da usare (nessun campo aggiuntivo nel backend), traduce anche contenuti generati da plugin e temi, supporta la traduzione automatica via Google Translate o DeepL.
- Contro: le traduzioni sono salvate in una tabella separata (non come post indipendenti), la versione gratuita supporta una sola lingua aggiuntiva, meno flessibile per siti molto complessi.
SEO internazionale: hreflang e struttura URL
Tradurre il sito è solo metà del lavoro. Per ottenere visibilità nei motori di ricerca esteri, è necessario implementare correttamente la SEO internazionale. L’elemento tecnico più importante è il tag hreflang.
Il tag hreflang
L’hreflang comunica a Google la relazione tra le diverse versioni linguistiche di una pagina. Dice ai motori di ricerca: “questa pagina in italiano ha una versione equivalente in inglese a questo URL, e una in tedesco a quest’altro URL”. Senza hreflang, Google potrebbe mostrare la versione italiana a utenti tedeschi o, peggio, considerare le diverse versioni come contenuto duplicato.
La sintassi è: <link rel="alternate" hreflang="it" href="https://esempio.it/pagina/" />. Ogni pagina deve dichiarare tutte le sue versioni linguistiche, inclusa sé stessa. I plugin multilingua come WPML e Polylang generano automaticamente questi tag.
Struttura degli URL
Esistono tre approcci per strutturare gli URL multilingua:
- Sottodirectory: esempio.it/en/, esempio.it/de/ — la soluzione più comune e raccomandata. Facile da implementare, un unico dominio, un unico piano hosting.
- Sottodominio: en.esempio.it, de.esempio.it — ogni lingua ha un sottodominio separato. Più complesso da gestire, l’autorità SEO non viene condivisa automaticamente tra le lingue.
- Domini separati: esempio.com, esempio.de, esempio.fr — la soluzione più costosa ma ideale per brand che vogliono un’identità forte in ogni mercato. Richiede una strategia SEO indipendente per ogni dominio.
La scelta della struttura URL ha implicazioni significative per la SEO on-page e per l’architettura complessiva del sito. Per la maggior parte delle PMI, le sottodirectory rappresentano il miglior compromesso tra semplicità e efficacia.
Best practice per un sito multilingua di successo
Oltre alla scelta del plugin e alla configurazione tecnica, ci sono aspetti strategici che determinano il successo di un sito multilingua:
- Traduci, non tradurre alla lettera: la traduzione automatica (Google Translate, DeepL) è un buon punto di partenza, ma deve essere sempre rivista da un madrelingua. Modi di dire, tono e riferimenti culturali non si traducono meccanicamente.
- Localizza, non solo tradurre: adatta valute, formati di data, numeri di telefono, riferimenti legali e unità di misura al mercato di destinazione.
- Switcher lingua visibile: posiziona il selettore lingua in un punto ben visibile (header o footer). Usa bandiere con cautela: la bandiera britannica per l’inglese può risultare inappropriata per un americano o un australiano. Meglio usare il nome della lingua.
- Non forzare il redirect automatico: rilevare la lingua del browser e reindirizzare automaticamente può essere frustrante (un italiano all’estero vuole comunque il sito in italiano). Mostra un suggerimento, non un redirect obbligatorio.
- Traduci anche i metadati SEO: title tag, meta description, alt text delle immagini e slug delle URL devono essere tradotti e ottimizzati per le keyword nella lingua di destinazione.
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