La fattura elettronica per i forfettari funziona come per le altre partite IVA – passa dal Sistema di Interscambio (SdI) in formato XML – ma con alcune particolarità: niente IVA in fattura, l’indicazione della natura di esenzione e, in molti casi, il bollo da 2,00 €. In questo articolo vediamo come funziona e come compilare in pratica una fattura elettronica in regime forfettario, con un esempio passo passo.
La fattura elettronica forfettari: come funziona
Dal 2024 anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati a emettere fattura elettronica tramite SdI, senza più eccezioni legate al fatturato. La differenza rispetto a una partita IVA ordinaria non sta nel canale (identico per tutti), ma nel contenuto: il forfettario non applica l’IVA e non la addebita al cliente. Al suo posto, in fattura va indicata la ragione dell’assenza di imposta.
Come compilare la fattura elettronica del forfettario
Vediamo i campi principali da compilare, passo dopo passo.
1. Dati del cedente e del cliente
Inserisci i tuoi dati (nome, partita IVA, indirizzo) e quelli del cliente. Per il cliente serve il codice destinatario a 7 cifre; se è un privato o non lo comunica, si usa 0000000 e la fattura resta disponibile nella sua area riservata (o alla PEC, se indicata).
2. Regime fiscale
Va indicato il codice del regime fiscale forfettario (nel tracciato è “RF19”), così l’Agenzia riconosce che sei un forfettario.
3. Descrizione e importo
Indica in modo chiaro il bene o servizio, la quantità e il compenso. Nel forfettario l’importo è “netto” perché non si aggiunge IVA.
4. Natura IVA (esenzione)
Poiché non applichi l’IVA, devi indicare la natura corretta: per il forfettario si usa il codice natura “N2.2” (operazioni non soggette). Il software di solito lo propone in automatico quando imposti il regime forfettario.
5. La dicitura di legge
In fattura va riportata la frase che spiega l’assenza di IVA, del tipo: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – regime forfettario”. Se c’è ritenuta d’acconto (in genere non prevista per i forfettari), va aggiunta la relativa dicitura.
6. Imposta di bollo
Sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 € va applicato il bollo da 2,00 €. In fattura elettronica si valorizza il campo del bollo assolto in modo virtuale; il versamento avviene poi tramite l’apposito servizio dell’Agenzia. Molti software calcolano e segnalano il bollo automaticamente.
Esempio di fattura elettronica in regime forfettario
Ecco un esempio semplificato dei valori tipici (importi indicativi):
| Campo | Valore d’esempio |
|---|---|
| Regime fiscale | RF19 – Regime forfettario |
| Descrizione | Consulenza professionale mese di giugno |
| Imponibile | 1.000,00 € |
| Aliquota IVA | 0% (non applicata) |
| Natura | N2.2 – non soggette |
| Imposta di bollo | 2,00 € (importo > 77,47 €) |
| Totale fattura | 1.002,00 € |
| Codice destinatario | 7 cifre o 0000000 |
Il totale comprende il bollo quando è a carico del cliente (verifica sempre gli accordi contrattuali). Una volta compilata, la fattura si invia allo SdI: la fattura immediata va trasmessa entro 12 giorni dall’operazione, quella differita entro il giorno 15 del mese successivo.
Conservazione
Anche il forfettario deve conservare a norma le fatture elettroniche per 10 anni. È un obbligo che spesso viene incluso nel servizio di fatturazione: verifica sempre che sia attivo.
Errori frequenti da evitare
Nella pratica quotidiana i forfettari commettono alcuni errori ricorrenti che possono portare allo scarto della fattura o a problemi con l’Agenzia. Ecco i più comuni da tenere a mente:
- Applicare l’IVA per errore: il forfettario non deve mai esporre l’imposta; se compare un’aliquota ordinaria significa che il regime è impostato male;
- Dimenticare la natura N2.2: senza il codice natura corretto la fattura senza IVA viene scartata;
- Omettere il bollo: sopra 77,47 € il bollo da 2,00 € è obbligatorio ed è facile dimenticarlo;
- Sbagliare il regime fiscale: va sempre indicato RF19 e non il regime ordinario RF01;
- Non conservare a norma: tenere solo il PDF non basta, serve la conservazione digitale a norma.
E la ritenuta d’acconto?
Una domanda frequente riguarda la ritenuta d’acconto. In regime forfettario, di norma, i compensi non sono soggetti a ritenuta: il forfettario applica un’imposta sostitutiva e comunica al committente, con apposita dichiarazione in fattura, che il compenso non deve subire alcuna ritenuta. Questo semplifica i rapporti con clienti che, con altri regimi, dovrebbero invece operare la trattenuta. In presenza di casi particolari è comunque sempre opportuno confrontarsi con il proprio commercialista.
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Domande frequenti
Il forfettario deve indicare l’IVA in fattura?
No. Il forfettario non applica l’IVA: in fattura si indica la natura di esenzione (N2.2) e la dicitura di legge del regime forfettario.
Quando devo mettere il bollo da 2,00 €?
Il bollo va applicato sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 €. Sotto questa soglia non è dovuto.
Cosa scrivo se il cliente non ha il codice destinatario?
Si usa il codice 0000000. Se il cliente ha fornito una PEC, la fattura può essere recapitata lì; altrimenti la trova nella sua area riservata dell’Agenzia.
Anche il forfettario deve conservare le fatture per 10 anni?
Sì. L’obbligo di conservazione a norma per 10 anni vale per tutti, forfettari inclusi.
