I codici della fattura elettronica sono le sigle standard che qualificano un documento nel tracciato XML del Sistema di Interscambio (SdI): il tipo documento (TD), la natura IVA (N), l’esigibilità dell’IVA e la modalità di pagamento (MP). Conoscerli aiuta a compilare la fattura correttamente ed evitare lo scarto. In questo articolo trovi una panoramica pratica dei principali codici per la fattura elettronica.
Perché esistono questi codici
La fattura elettronica non è un semplice PDF: è un file XML strutturato che l’Agenzia delle Entrate legge in automatico. Per farlo, ogni informazione ha un codice standard. Un software di fatturazione li propone quasi sempre in automatico, ma capire cosa significano ti aiuta a controllare che la fattura sia corretta e a interpretare eventuali scarti.
Questi codici sono definiti dalle specifiche tecniche del tracciato della fattura elettronica pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e vengono aggiornati periodicamente. Non è necessario impararli tutti a memoria: nella pratica quotidiana ne userai solo una manciata, sempre gli stessi in base al tipo di attività. Conoscere però la logica di fondo – un codice per il tipo di documento, uno per la natura dell’IVA, uno per l’esigibilità e uno per il pagamento – ti permette di leggere qualsiasi fattura, tua o dei fornitori, e di capire subito di cosa si tratta.
Tipo documento (TD): che documento stai emettendo
Il tipo documento fattura elettronica indica la natura del documento. I più usati:
| Codice | Significato |
|---|---|
| TD01 | Fattura (il caso più comune) |
| TD02 | Acconto/anticipo su fattura |
| TD04 | Nota di credito |
| TD05 | Nota di debito |
| TD06 | Parcella |
| TD24 | Fattura differita |
| TD17 / TD18 / TD19 | Autofattura/integrazione per acquisti esteri e reverse charge |
Per la maggior parte delle vendite e prestazioni userai TD01; la nota di credito (TD04) serve per storni e rettifiche in diminuzione.
Codici natura (N): perché non c’è IVA
I codici natura della fattura elettronica vanno indicati quando l’operazione non prevede l’applicazione dell’IVA con un’aliquota ordinaria. Servono a spiegare il motivo:
| Codice | Significato |
|---|---|
| N1 | Escluse ex art. 15 |
| N2.1 / N2.2 | Non soggette (N2.2 è tipico del regime forfettario) |
| N3.1 – N3.6 | Non imponibili (es. esportazioni, cessioni intra-UE) |
| N4 | Esenti |
| N5 | Regime del margine / IVA non esposta |
| N6.1 – N6.9 | Inversione contabile (reverse charge) |
| N7 | IVA assolta in altro Stato UE |
Il forfettario usa tipicamente N2.2. Se applichi un’aliquota IVA ordinaria (per esempio 22%), il campo natura non si compila.
Esigibilità dell’IVA
L’esigibilità indica quando l’IVA diventa dovuta all’Erario:
- I – immediata (il caso più frequente);
- D – differita;
- S – scissione dei pagamenti (split payment), tipica delle fatture verso la Pubblica Amministrazione.
Modalità di pagamento (MP)
Il codice MP descrive come verrà pagata la fattura. Tra i più comuni:
| Codice | Modalità |
|---|---|
| MP01 | Contanti |
| MP05 | Bonifico |
| MP08 | Carta di pagamento |
| MP12 | RIBA |
| MP19 | SEPA Direct Debit |
Come si usano nella pratica
Nella stragrande maggioranza dei casi userai una combinazione semplice: TD01 per la fattura, aliquota IVA ordinaria (senza natura) oppure natura N2.2 se sei forfettario, esigibilità I e la modalità di pagamento concordata con il cliente. Un buon software di fatturazione precompila questi campi in base al tuo profilo, riducendo il rischio di errori e di scarto da parte dello SdI. Ricorda comunque che la responsabilità della correttezza dei codici resta tua: se hai dubbi su casi particolari (reverse charge, operazioni estere, split payment) è bene confrontarti con il commercialista.
Perché la fattura viene scartata: il ruolo dei codici
Molti scarti da parte dello SdI dipendono proprio da un uso errato dei codici. Il sistema effettua controlli automatici e, se rileva un’incongruenza, restituisce una notifica di scarto con un codice di errore. Le situazioni più frequenti sono:
- Natura mancante o errata quando l’aliquota IVA è pari a zero: se non applichi l’IVA devi sempre indicare il perché con il codice natura;
- Natura indicata insieme a un’aliquota ordinaria: i due elementi si escludono a vicenda;
- Tipo documento non coerente con l’operazione (ad esempio una nota di credito emessa come TD01);
- Codice destinatario formalmente errato (non 7 caratteri) o incoerente con la scelta della PEC.
Quando ricevi una notifica di scarto hai a disposizione alcuni giorni per correggere e reinviare la fattura: il documento si considera emesso nei termini se la trasmissione corretta avviene entro la scadenza prevista. Anche per questo un software che valida i codici prima dell’invio è prezioso: intercetta gli errori a monte, evitando il ciclo scarto-correzione-reinvio.
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Domande frequenti
Qual è il codice tipo documento più usato?
TD01, che identifica la fattura ordinaria. Per le rettifiche in diminuzione si usa la nota di credito TD04.
Quando devo indicare il codice natura?
Quando l’operazione non prevede l’applicazione dell’IVA ordinaria: esenzioni, non imponibilità, reverse charge o regime forfettario (N2.2).
Cosa significa esigibilità S?
Indica la scissione dei pagamenti (split payment), tipica delle fatture verso la Pubblica Amministrazione, dove l’IVA è versata direttamente dall’ente.
Devo memorizzare tutti i codici a mano?
No. Un software di fatturazione li propone in automatico in base al tipo di operazione e al tuo regime fiscale; conoscerli serve soprattutto per controllare la correttezza.
