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Fatturazione Elettronica

Fattura elettronica: come funziona, dal file XML alla conservazione

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 5 min di lettura

Ti sei mai chiesto come funziona la fattura elettronica senza perderti tra sigle e tecnicismi? In estrema sintesi: la fattura non è più un foglio di carta o un semplice PDF, ma un file XML strutturato che viaggia attraverso un sistema pubblico (lo SdI, Sistema di Interscambio) fino ad arrivare al tuo cliente, per poi essere conservata a norma per 10 anni. In questo articolo spieghiamo il meccanismo passo dopo passo, in modo semplice, così che chiunque abbia una partita IVA capisca cosa succede davvero quando emette una fattura.

La fattura elettronica non è un PDF

Il primo malinteso da chiarire: una fattura elettronica non è “una fattura salvata in PDF e mandata via email”. È un file in formato XML conforme allo standard FatturaPA. Il PDF è pensato per essere letto dagli occhi umani; l’XML è pensato per essere letto anche dai computer. Ogni informazione (chi emette, chi riceve, imponibili, aliquote, descrizioni delle righe) è racchiusa in “campi” precisi che i software sanno interpretare in modo automatico.

Questo consente controlli automatici, archiviazione ordinata e integrazione con gestionali e sistemi contabili, riducendo gli errori di trascrizione.

Passo 1: si crea il file XML

Con un software di fatturazione compili i dati come faresti con qualsiasi fattura: cliente, data, numero, descrizione dei beni o servizi, importi, aliquota IVA (o l’eventuale codice natura se l’IVA non si applica). Il software trasforma questi dati nel file XML nel formato richiesto. Non devi scrivere codice: inserisci i dati in maschere semplici e il file viene generato per te.

Alcuni elementi chiave che non possono mancare sono il codice destinatario a 7 caratteri (o i sette zeri 0000000 con la PEC, se il cliente non ne ha uno) e i dati fiscali corretti di entrambe le parti.

Passo 2: si invia allo SdI

Il file non va direttamente al cliente: passa prima dallo SdI (Sistema di Interscambio), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che fa da smistamento centrale. Puoi immaginarlo come un ufficio postale certificato: riceve la fattura, la controlla e la instrada verso il destinatario corretto.

Lo SdI effettua controlli formali: verifica che il file sia ben formato, che le partite IVA esistano, che i totali siano coerenti. Se qualcosa non torna, la fattura viene scartata e va corretta e reinviata. Se tutto è a posto, prosegue.

Passo 3: la fattura arriva al destinatario

Superati i controlli, lo SdI consegna la fattura al cliente sul canale indicato: il suo codice destinatario o la sua PEC. Se il recapito non è possibile (canale non raggiungibile), la fattura viene comunque messa a disposizione nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, una volta accettata dallo SdI, la fattura è considerata emessa.

Passo 4: le ricevute confermano l’esito

Per ogni fattura inviata, lo SdI restituisce a chi ha emesso una ricevuta che documenta cosa è successo:

Queste ricevute hanno valore documentale e vanno conservate insieme alla fattura.

Passo 5: la conservazione a norma

Le fatture elettroniche vanno conservate digitalmente secondo regole precise per 10 anni. Non basta salvare il file su un disco: la conservazione “a norma” garantisce integrità, leggibilità e autenticità nel tempo. Molti software offrono il servizio di conservazione integrato, così te ne dimentichi.

I termini di emissione

Un dettaglio pratico spesso richiesto: la fattura elettronica immediata va di norma emessa (cioè trasmessa allo SdI) entro 12 giorni dall’operazione. Per la fattura differita, che riepiloga più operazioni del mese verso lo stesso cliente, il termine è collegato al giorno 15 del mese successivo. Rispettare questi termini evita irregolarità.

E il bollo?

Quando una fattura è senza IVA (ad esempio nel regime forfettario o per operazioni esenti) e supera 77,47 euro, è dovuta l’imposta di bollo di 2,00 euro. Con la fattura elettronica il pagamento del bollo è gestito in modo semplificato tramite l’area riservata dell’Agenzia, spesso con addebito automatico se il software è configurato per farlo.

In sintesi

Il meccanismo è lineare: crei il file XML → lo invii allo SdI → lo SdI lo controlla e lo consegna → ricevi la ricevuta → conservi il tutto. Una volta impostato il software, questi passaggi avvengono in gran parte in automatico e in pochi minuti, senza che tu debba occuparti dei tecnicismi.

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Domande frequenti

La fattura elettronica è un PDF inviato per email?

No. È un file XML strutturato in formato FatturaPA che passa dallo SdI. Il PDF può esistere come “copia di cortesia” per il cliente, ma non è la fattura elettronica valida ai fini fiscali.

Devo saper leggere l’XML per fatturare?

No. Il software genera l’XML per te partendo dai dati che inserisci in maschere semplici. Non serve conoscere il linguaggio tecnico.

Cos’è lo SdI in parole semplici?

È l’ufficio postale certificato dell’Agenzia delle Entrate: riceve ogni fattura elettronica, la controlla e la consegna al cliente, restituendoti una ricevuta sull’esito.

Per quanto tempo vanno conservate le fatture?

Per 10 anni, con conservazione digitale a norma che ne garantisce integrità e leggibilità nel tempo.

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