Gli omaggi in fattura elettronica seguono regole precise che dipendono da un fattore chiave: se sull’IVA relativa al bene ceduto gratuitamente si è esercitata o meno la detrazione. Quando cedi un bene gratuitamente, in molti casi devi comunque documentare l’operazione ai fini IVA, scegliendo tra la cessione “con rivalsa” o “senza rivalsa” dell’IVA, oppure emettendo un’autofattura con tipo documento TD27. Vediamo come si fatturano gli omaggi e quali sono i casi tipici.
Omaggi e cessioni gratuite: il quadro generale
Nella pratica commerciale è frequente regalare beni: campioni, prodotti a fine promozione, articoli offerti a clienti o dipendenti. Ai fini IVA, la cessione gratuita di beni può essere rilevante, cioè può richiedere di assolvere l’IVA, a seconda che:
- il bene rientri o meno nell’attività propria dell’impresa;
- l’IVA sull’acquisto del bene sia stata detratta o meno.
La regola generale: se l’IVA sull’acquisto è stata detratta, la cessione gratuita è tendenzialmente rilevante ai fini IVA e va documentata. Se l’IVA non è stata detratta (ad esempio perché indetraibile), la cessione gratuita può risultare fuori campo IVA. Le valutazioni specifiche vanno sempre condivise con il proprio commercialista, perché entrano in gioco anche i limiti di valore e la natura del bene.
Omaggio con rivalsa dell’IVA
Con l’omaggio con rivalsa dell’IVA, il fornitore addebita al cliente la sola IVA relativa al bene regalato, senza far pagare il valore del bene. In pratica il cliente non paga il prodotto (che è un omaggio) ma paga l’IVA. In fattura elettronica si emette un documento in cui:
- si indica il bene ceduto gratuitamente con la relativa base imponibile e IVA;
- si evidenzia che il valore del bene è a titolo di omaggio, mentre l’importo effettivamente dovuto dal cliente è la sola IVA.
Questa modalità è meno diffusa perché comporta comunque un pagamento (l’IVA) a carico di chi riceve l’omaggio, cosa poco gradita in ottica commerciale.
Omaggio senza rivalsa dell’IVA
Molto più comune è l’omaggio senza rivalsa dell’IVA: il fornitore non addebita nulla al cliente, ma assolve comunque l’IVA rimanendo a proprio carico. Il cliente riceve il bene senza pagare né il prodotto né l’IVA; l’IVA viene gestita internamente dal cedente.
Per documentare questa operazione, la strada tipica è l’autofattura: il cedente emette un documento a sé stesso per assolvere l’IVA sull’omaggio. In fattura si inserisce una dicitura che chiarisce la natura dell’operazione, come “cessione gratuita senza rivalsa dell’IVA ai sensi dell’art. 18 DPR 633/1972”.
L’autofattura per omaggi: il tipo documento TD27
Nella fattura elettronica, l’autofattura per autoconsumo e omaggi si emette utilizzando il tipo documento TD27. Il TD27 è previsto proprio per i casi di autoconsumo e cessioni gratuite senza rivalsa: il cedente emette un’autofattura in cui figura come emittente e destinatario, assolvendo l’IVA dovuta.
Caratteristiche pratiche del TD27 per gli omaggi:
- Emittente e destinatario coincidono (il cedente emette il documento verso sé stesso).
- Si indica la base imponibile e l’IVA da assolvere sul bene regalato.
- Si può emettere anche in modo riepilogativo per più omaggi di un periodo, secondo le regole applicabili.
- Il documento viene trasmesso allo SdI come le altre fatture elettroniche.
Il TD27 sostituisce, nel mondo elettronico, la vecchia autofattura cartacea o l’annotazione sul registro degli omaggi, portando anche queste operazioni dentro il flusso dello SdI.
Casi tipici di omaggi in fattura elettronica
| Caso | Come si gestisce |
|---|---|
| Omaggio di beni della propria attività, IVA detratta | Operazione rilevante: autofattura senza rivalsa (TD27) o fattura con rivalsa |
| Omaggio di beni non della propria attività | Da valutare in base a valore e detrazione dell’IVA a monte |
| Beni con IVA non detratta all’acquisto | Cessione gratuita tendenzialmente fuori campo IVA |
| Autoconsumo (bene destinato a uso personale) | Autofattura con TD27 |
Nel caso di omaggi a dipendenti o a clienti, la disciplina può differenziarsi ulteriormente: contano il valore unitario del bene e la sua natura. Anche la deducibilità del costo ai fini delle imposte dirette segue regole proprie. Per questo, in presenza di omaggi frequenti o di valore rilevante, è opportuno concordare la corretta gestione con il commercialista.
Attenzione ai dettagli formali
Quando fatturi un omaggio, cura sempre:
- la corretta dicitura che indica la natura di cessione gratuita e l’eventuale assenza di rivalsa;
- il tipo documento giusto (TD27 per autoconsumo/omaggi senza rivalsa);
- l’esposizione dell’IVA assolta, che va comunque gestita nella liquidazione.
Un buon software di fatturazione ti guida nella scelta del tipo documento e compila i campi del tracciato XML in modo coerente, riducendo il rischio di errori sugli omaggi.
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Domande frequenti
Come si fattura un omaggio in fattura elettronica?
Dipende dal caso: se l’operazione è rilevante ai fini IVA, si può emettere una fattura con rivalsa (il cliente paga la sola IVA) oppure un’autofattura senza rivalsa con tipo documento TD27, con cui il cedente assolve l’IVA.
Cos’è il tipo documento TD27?
È il codice previsto per le autofatture per autoconsumo e per gli omaggi/cessioni gratuite senza rivalsa: emittente e destinatario coincidono e si assolve l’IVA sul bene ceduto.
Qual è la differenza tra omaggio con e senza rivalsa?
Con rivalsa, il cliente paga la sola IVA sul bene regalato. Senza rivalsa, il cliente non paga nulla e l’IVA resta a carico del cedente, che la assolve tipicamente con un’autofattura.
Se l’IVA sull’acquisto non era detraibile, devo fatturare l’omaggio?
In genere la cessione gratuita di beni con IVA non detratta all’acquisto è fuori campo IVA. Le valutazioni specifiche, legate a valore e natura del bene, vanno concordate con il commercialista.
