Il formato XML della fattura elettronica è il cuore tecnico dell’intero sistema di fatturazione digitale italiano: ogni fattura elettronica non è un PDF o un’immagine, ma un file XML strutturato secondo un tracciato ufficiale chiamato “FatturaPA”. Questo formato standard permette al Sistema di Interscambio (SdI) e ai software gestionali di leggere, validare ed elaborare i dati in modo automatico, senza ambiguità. In questo articolo vediamo cos’è il tracciato FatturaPA, perché si è scelto l’XML, come è strutturato in blocchi e quali sono le versioni del formato.
Cos’è il tracciato “FatturaPA”
Il tracciato FatturaPA è lo schema ufficiale che definisce come deve essere composto il file della fattura elettronica. Nato inizialmente per le fatture verso la Pubblica Amministrazione, è poi diventato lo standard unico anche per le fatture tra privati (B2B e B2C). Si tratta di un documento tecnico che stabilisce quali campi devono essere presenti, in che ordine, con quali regole e con quali valori ammessi.
Grazie a questo tracciato condiviso, una fattura emessa da un qualsiasi software può essere letta correttamente da qualsiasi altro sistema conforme: è questa interoperabilità la ragione principale dell’esistenza di un formato standardizzato.
Perché il formato è XML
L’XML (eXtensible Markup Language) è un linguaggio di marcatura pensato per rappresentare dati in modo strutturato e leggibile sia dalle macchine sia, con qualche sforzo, dalle persone. I dati sono organizzati in “tag” annidati, che descrivono il significato di ogni informazione. Le ragioni della scelta dell’XML per la fattura elettronica in formato XML sono diverse:
- Elaborazione automatica: ogni dato è etichettato, quindi il software sa esattamente dove trovare la partita IVA, l’imponibile o l’aliquota IVA.
- Validazione: esiste uno schema (XSD) che consente di verificare automaticamente che il file rispetti le regole prima dell’invio.
- Indipendenza dalla piattaforma: l’XML è un formato aperto, leggibile su qualsiasi sistema operativo e da qualsiasi programma.
- Durata nel tempo: essendo testo semplice e standardizzato, è adatto alla conservazione a norma per 10 anni.
Il file XML è però difficile da leggere “a occhio nudo”: per questo i software applicano un “foglio di stile” che trasforma i dati in una visualizzazione simile a una fattura tradizionale, più comprensibile per l’utente.
Com’è strutturato il formato della fattura elettronica
Il formato della fattura elettronica è organizzato in una struttura ad albero. A livello più alto troviamo l’elemento principale della fattura, che si divide in due grandi sezioni: l’intestazione e il corpo.
1. L’intestazione (dati generali)
L’intestazione contiene le informazioni che identificano i soggetti coinvolti e i dati generali della trasmissione:
- Dati di trasmissione: identificativo del soggetto trasmittente, progressivo di invio, formato di trasmissione e soprattutto il codice destinatario di 7 cifre (o 0000000 con PEC quando il codice non è disponibile).
- Cedente/prestatore: chi emette la fattura, con partita IVA, codice fiscale, denominazione e indirizzo.
- Cessionario/committente: chi riceve la fattura, con i relativi dati identificativi.
- Eventuali dati del rappresentante fiscale, del terzo intermediario o del soggetto emittente.
2. Il corpo (dati della fattura)
Il corpo contiene le informazioni sul contenuto economico del documento:
- Dati generali del documento: tipo documento, data, numero progressivo, valuta, eventuale imposta di bollo (2,00 euro oltre 77,47 euro per le fatture senza IVA);
- Dettaglio linee: descrizione di ogni bene o servizio, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA;
- Dati di riepilogo IVA: imponibile, imposta e natura per ciascuna aliquota;
- Dati di pagamento: modalità, scadenze, IBAN.
Ogni blocco è a sua volta suddiviso in campi obbligatori e facoltativi. Un file valido deve rispettare l’ordine e le regole imposte dallo schema, altrimenti lo SdI restituisce una notifica di scarto.
Il “tipo documento” nel tracciato
Un campo particolarmente importante è il tipo documento, che indica la natura della fattura. Oltre alla fattura ordinaria e alla nota di credito, il tracciato prevede codici specifici per le operazioni particolari, come reverse charge e autofattura (TD16-TD19). Valorizzare correttamente questo campo è essenziale perché il sistema classifichi bene l’operazione.
Le versioni del tracciato FatturaPA
Il tracciato è evoluto nel tempo per adattarsi a nuove esigenze normative. Le versioni si sono succedute introducendo nuovi codici (ad esempio per i tipi documento e per le nature IVA) e affinando le regole di compilazione. Per questo è importante che il software di fatturazione sia sempre aggiornato all’ultima versione dello schema pubblicata dall’Agenzia delle Entrate: usare una versione superata può portare allo scarto del file.
In pratica, l’utente finale raramente deve preoccuparsi della versione: un buon software gestisce automaticamente l’aggiornamento del tracciato e la validazione del file prima dell’invio allo SdI.
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Domande frequenti sul formato XML della fattura elettronica
Perché la fattura elettronica è in XML e non in PDF?
Perché l’XML è strutturato e leggibile automaticamente dai software e dallo SdI, mentre il PDF è pensato per la lettura umana. L’XML garantisce validazione e interoperabilità tra sistemi diversi.
Come posso leggere un file XML della fattura elettronica?
Applicando un foglio di stile o usando un visualizzatore: molti software e servizi trasformano l’XML in una rappresentazione grafica simile a una fattura tradizionale.
Cos’è il tracciato FatturaPA?
È lo schema ufficiale che definisce la struttura e le regole del file XML della fattura elettronica, valido sia verso la Pubblica Amministrazione sia tra privati.
Devo aggiornare io il formato del tracciato?
No, se usi un software di fatturazione aggiornato: sarà il programma a gestire la versione corretta dello schema e a validare il file prima dell’invio.
