Come si gestisce la fattura elettronica con l’estero? La regola di partenza è chiara: le operazioni con soggetti esteri non passano dalla classica e-fattura B2B, ma dal 2022 devono comunque essere comunicate telematicamente usando lo stesso tracciato XML del Sistema di Interscambio (SdI). È qui che entra in gioco il cosiddetto “esterometro”, che non è più un adempimento separato ma è confluito nella fattura elettronica tramite i tipi documento TD17, TD18 e TD19. In questo articolo vediamo come funziona per le fatture attive verso l’estero e per gli acquisti da fornitori esteri.
Cos’è l’esterometro e perché oggi coincide con l’e-fattura
L’esterometro era la comunicazione periodica delle operazioni transfrontaliere (verso e da soggetti non stabiliti in Italia). Dal 2022 questo adempimento autonomo è stato superato: le operazioni con l’estero si comunicano tramite lo stesso canale e lo stesso formato XML delle fatture elettroniche, inviando i dati allo SdI. In pratica non compili più un file separato: usi il tracciato dell’e-fattura con i tipi documento appositi.
Fatture attive: cessioni e servizi verso clienti esteri
Quando emetti una fattura verso un cliente estero (soggetto UE o extra-UE non stabilito in Italia), predisponi il file XML come per una normale e-fattura, con alcune accortezze:
- Codice destinatario “XXXXXXX”: per i clienti esteri privi di un canale telematico italiano si utilizza il codice convenzionale composto da sette “X”. Questo segnala allo SdI che il destinatario è estero.
- Dati del cliente estero: si indicano l’identificativo fiscale estero e l’indirizzo completo, secondo le regole del tracciato.
- Natura dell’operazione: a seconda che si tratti di cessione intracomunitaria, esportazione o servizio, si indica la corretta “natura” IVA (ad esempio operazioni non imponibili o non soggette).
Trasmettendo la fattura allo SdI con codice “XXXXXXX” assolvi contemporaneamente all’obbligo di comunicazione delle operazioni con l’estero: non serve un ulteriore invio.
Fatture passive: acquisti da fornitori esteri e i tipi TD17, TD18, TD19
La parte più delicata riguarda gli acquisti da fornitori esteri. Il fornitore estero ti emette il suo documento (cartaceo o via email), ma tu devi comunicare l’operazione allo SdI generando un documento elettronico con il tipo corretto. I tre tipi documento chiave sono:
| Tipo | Quando si usa |
|---|---|
| TD17 | Integrazione/autofattura per acquisto di servizi dall’estero (UE ed extra-UE). |
| TD18 | Integrazione per acquisto di beni intracomunitari (da fornitori UE). |
| TD19 | Integrazione/autofattura per acquisto di beni già presenti in Italia da fornitore estero (ex art. 17, comma 2, con reverse charge). |
In questi casi applichi il meccanismo del reverse charge: sei tu, acquirente, a “integrare” l’IVA generando il documento elettronico e trasmettendolo allo SdI. Così l’operazione risulta comunicata all’Agenzia delle Entrate senza bisogno dell’esterometro separato.
Attenzione ai termini per gli acquisti esteri
La trasmissione dei documenti di integrazione (TD17, TD18, TD19) va effettuata rispettando i termini previsti dalla normativa, generalmente collegati al mese di ricezione del documento del fornitore o di effettuazione dell’operazione. Trattandosi di scadenze tecniche che possono aggiornarsi, è opportuno definirle con il commercialista e impostare un flusso che non lasci indietro nessun acquisto estero.
Reverse charge interno: attenzione a non confonderlo
Il tracciato XML dello SdI prevede tipi documento anche per il reverse charge interno (operazioni tra soggetti italiani in cui l’IVA è assolta dall’acquirente, come in edilizia o in alcuni settori specifici). Non vanno confusi con quelli esteri: TD17, TD18 e TD19 riguardano le operazioni transfrontaliere, mentre il reverse charge interno ha codici propri. Individuare il tipo corretto è essenziale per una comunicazione valida.
Riepilogo operativo
- Vendi all’estero: e-fattura con codice destinatario “XXXXXXX” e corretta natura IVA.
- Compri servizi dall’estero: TD17 in reverse charge.
- Compri beni da fornitore UE: TD18.
- Compri beni già in Italia da fornitore estero: TD19.
- Esterometro: non è più un file separato, è dentro l’e-fattura.
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Domande frequenti
L’esterometro esiste ancora?
Come adempimento separato no: dal 2022 è confluito nella fattura elettronica. Le operazioni con l’estero si comunicano allo SdI con lo stesso tracciato XML, usando i tipi documento TD17, TD18 e TD19 per gli acquisti.
Che codice destinatario uso per un cliente estero?
Il codice convenzionale “XXXXXXX” (sette X), che indica allo SdI un destinatario estero privo di canale telematico italiano.
Qual è la differenza tra TD17, TD18 e TD19?
TD17 per i servizi acquistati dall’estero, TD18 per i beni intracomunitari da fornitori UE, TD19 per beni già presenti in Italia acquistati da un fornitore estero in reverse charge.
Devo fare io qualcosa quando compro da un fornitore estero?
Sì: applichi il reverse charge generando il documento elettronico di integrazione (TD17/TD18/TD19) e lo trasmetti allo SdI entro i termini previsti, così l’operazione risulta comunicata.
