La fattura elettronica è obbligatoria per la quasi totalità delle partite IVA italiane. In sintesi: se emetti fatture per cessioni di beni o prestazioni di servizi tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, devi farlo in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio (SdI). L’obbligo, partito nel 2019 per la generalità degli operatori, dal 2024 riguarda anche i contribuenti in regime forfettario, che prima ne erano esclusi. Le eccezioni residue sono ormai pochissime. Vediamo chi è obbligato, chi no e i casi particolari.
Chi è obbligato a emettere la fattura elettronica
L’obbligo di fatturazione elettronica via SdI riguarda in pratica tutti i titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica: ditte individuali, professionisti, società di persone, società di capitali, artigiani, commercianti.
Vale sia per le operazioni:
- B2B (business to business, tra soggetti IVA);
- B2C (verso consumatori finali privati, con l’accortezza del codice destinatario e della copia al cliente);
- B2G (verso la Pubblica Amministrazione), dove la fattura elettronica è obbligatoria già da diversi anni tramite il canale dedicato.
I forfettari: obbligati per tutti dal 2024
Il regime forfettario è stato per anni l’eccezione più nota. L’ingresso nell’obbligo è avvenuto in modo graduale: prima per i forfettari con ricavi/compensi più elevati, poi — dal 1° gennaio 2024 — per tutti i contribuenti forfettari e in regime di vantaggio, senza più soglie di esonero legate al fatturato.
Oggi, quindi, anche chi ha aperto una piccola partita IVA in forfettario deve emettere fatture elettroniche via SdI. Restano naturalmente le peculiarità del regime (niente IVA in fattura, dicitura del regime agevolato, imposta di bollo da 2,00 € sulle fatture non soggette a IVA sopra i 77,47 €).
Le eccezioni e i casi particolari
Le esclusioni sono ormai limitate e riguardano situazioni specifiche. Tra i casi che nel tempo hanno beneficiato di esoneri o regole particolari si segnalano soprattutto ambiti come quello sanitario, in cui — per tutelare la privacy dei dati dei pazienti — è stato previsto il divieto di trasmettere allo SdI le fatture i cui dati confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria. In questi casi si applicano regole ad hoc.
Altri casi particolari da tenere presenti:
- Soggetti non residenti e non stabiliti in Italia: chi è solo identificato ai fini IVA in Italia ha regole proprie e non è tenuto all’e-fattura via SdI allo stesso modo dei soggetti stabiliti.
- Operazioni con l’estero: non passano dall’e-fattura B2B tradizionale, ma dal 2022 sono comunque comunicate telematicamente tramite lo stesso tracciato XML dello SdI (i tipi documento TD17, TD18 e TD19 per acquisti dall’estero e reverse charge), con l’esterometro ormai confluito nella fattura elettronica.
- Privati e enti senza partita IVA: chi non ha partita IVA non emette fatture, ma può ricevere fatture elettroniche come consumatore finale.
Poiché le eccezioni sono soggette a evoluzione normativa, in caso di attività particolari conviene sempre verificare la propria posizione con il commercialista.
Cosa serve concretamente per adempiere all’obbligo
Emettere una fattura elettronica richiede pochi elementi tecnici, ma tutti indispensabili:
- Il formato XML conforme alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate: non è un PDF, è un file strutturato che lo SdI legge e controlla.
- Il codice destinatario a 7 cifre del cliente (o, in mancanza, la sua PEC con codice destinatario “0000000”). Per i clienti privati senza canale telematico si usa comunque “0000000” e si consegna al cliente una copia della fattura.
- La trasmissione allo SdI, che verifica il file e lo consegna al destinatario o lo mette a disposizione nella sua area riservata.
- Il rispetto dei termini: la fattura immediata va emessa entro 12 giorni dall’operazione; la fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo.
- La conservazione a norma per 10 anni dei documenti emessi e ricevuti.
Vantaggi dell’obbligo (oltre alla conformità)
Al di là dell’adempimento, la fattura elettronica porta benefici concreti: eliminazione della carta, riduzione degli errori grazie ai controlli automatici, tracciabilità completa, integrazione con la contabilità e archiviazione digitale ordinata. Per molte attività è l’occasione per automatizzare l’intero ciclo dell’ordine-fattura.
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Domande frequenti
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti?
Per la quasi totalità delle partite IVA residenti o stabilite in Italia sì, forfettari inclusi dal 2024. Restano poche eccezioni e regole particolari, come nell’ambito sanitario legato al Sistema Tessera Sanitaria.
I forfettari devono emettere fattura elettronica?
Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo riguarda tutti i forfettari, senza più soglie di fatturato che li esoneravano.
Un privato senza partita IVA deve emettere fattura elettronica?
No, chi non ha partita IVA non emette fatture. Può però riceverle come consumatore finale, con codice destinatario “0000000” e copia della fattura.
Le operazioni con l’estero rientrano nell’obbligo?
Non nella forma B2B classica, ma dal 2022 vanno comunicate con lo stesso tracciato XML dello SdI usando i tipi documento TD17, TD18 e TD19: l’esterometro è confluito nella fattura elettronica.
