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Fatturazione Elettronica

Fattura elettronica alla PA: codice IPA e split payment

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 5 min di lettura

La fattura elettronica verso la PA (Pubblica Amministrazione) è stata la prima forma obbligatoria di fatturazione digitale in Italia, introdotta prima ancora di quella tra privati. Chi fornisce beni o servizi a enti pubblici deve emettere la fattura in formato XML (tracciato “FatturaPA”) e recapitarla tramite il Sistema di Interscambio (SdI), utilizzando però alcune regole specifiche: il codice IPA a 6 cifre al posto del codice destinatario ordinario e, in molti casi, il meccanismo dello split payment. Vediamo come funziona la fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione e in cosa si differenzia da quella B2B.

Come funziona la fattura elettronica verso la PA

Il principio di base è lo stesso della fattura tra privati: si crea un file XML conforme al tracciato FatturaPA e lo si trasmette allo SdI, che lo controlla e lo recapita al destinatario. La differenza principale sta nell’identificazione dell’ufficio pubblico che deve ricevere la fattura e in alcune regole di compilazione e pagamento.

Per emettere correttamente una fattura verso un ente pubblico occorre conoscere il codice dell’ufficio destinatario e, a volte, il riferimento all’impegno di spesa o al contratto (CIG e CUP), spesso obbligatori affinché la fattura venga accettata e liquidata.

Il codice IPA a 6 cifre

Mentre nella fattura tra privati si utilizza un codice destinatario di 7 cifre (o 0000000 con PEC), verso la Pubblica Amministrazione si usa il codice univoco ufficio (codice IPA) di 6 cifre. Questo codice identifica l’ufficio dell’ente destinatario all’interno dell’Indice dei domicili digitali delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), il registro pubblico che raccoglie gli enti e i loro uffici di fatturazione.

Ecco i punti da ricordare sul codice IPA della fattura elettronica:

Lo split payment nella PA

Un elemento tipico delle forniture verso la Pubblica Amministrazione è lo split payment (scissione dei pagamenti). Con questo meccanismo, l’ente pubblico paga al fornitore solo l’imponibile, mentre l’IVA viene versata direttamente dall’ente all’Erario, e non al fornitore. In questo modo il fornitore non incassa l’IVA relativa a quelle operazioni.

Nel file XML lo split payment viene segnalato con un’apposita indicazione sull’esigibilità dell’IVA. Il fornitore continua a esporre l’imposta in fattura, ma sa che quell’importo non gli verrà corrisposto dall’ente, bensì versato direttamente da quest’ultimo. Lo scopo è, anche in questo caso, ridurre il rischio di evasione IVA.

Differenze rispetto alla fattura B2B

La tabella riassume le principali differenze tra la fattura elettronica verso la PA e quella tra privati.

Aspetto Fattura verso la PA Fattura B2B
Codice destinatario Codice IPA a 6 cifre Codice destinatario a 7 cifre (o 0000000 + PEC)
Pagamento IVA Spesso split payment (IVA versata dall’ente) IVA incassata dal fornitore
Riferimenti obbligatori Spesso CIG e CUP Di norma non richiesti
Formato XML tracciato FatturaPA XML tracciato FatturaPA
Trasmissione Sistema di Interscambio Sistema di Interscambio

Come si vede, formato e canale di invio sono identici: cambiano l’identificazione del destinatario, la gestione dell’IVA e alcuni dati obbligatori.

CIG e CUP: cosa sono

Nelle forniture pubbliche spesso sono richiesti il CIG (Codice Identificativo di Gara) e il CUP (Codice Unico di Progetto). Servono a collegare la fattura alla specifica gara o progetto e alla tracciabilità dei flussi finanziari. Se l’ente li richiede, l’assenza di questi codici può bloccare la liquidazione della fattura.

Accettazione e rifiuto della fattura

Nel rapporto con la PA, oltre alle notifiche standard dello SdI, l’ente può accettare o rifiutare la fattura entro un certo termine. In caso di rifiuto motivato, il fornitore dovrà correggere ed emettere nuovamente il documento. Anche verso la PA restano validi i principi generali: conservazione a norma per 10 anni e, se dovuta, l’imposta di bollo di 2,00 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro.

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Domande frequenti sulla fattura elettronica verso la PA

Qual è la differenza tra codice IPA e codice destinatario?

Il codice IPA (codice univoco ufficio) è di 6 cifre e serve per le fatture verso la Pubblica Amministrazione; il codice destinatario è di 7 cifre e si usa per le fatture tra privati.

Cos’è lo split payment?

È il meccanismo per cui, nelle forniture alla PA, l’ente paga al fornitore solo l’imponibile e versa direttamente l’IVA all’Erario, riducendo il rischio di evasione.

La PA può rifiutare la fattura elettronica?

Sì. L’ente pubblico può accettare o rifiutare la fattura entro i termini previsti. In caso di rifiuto motivato, il fornitore deve correggere ed emettere nuovamente il documento.

Servono sempre CIG e CUP?

Non sempre, ma in molte forniture pubbliche sono obbligatori per la tracciabilità: se l’ente li richiede, la loro assenza può bloccare il pagamento della fattura.

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