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Fatturazione Elettronica

Fattura elettronica a un privato: come si emette e codice 0000000

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 6 min di lettura

La fattura elettronica a un privato (un consumatore finale senza partita IVA) segue le stesse regole tecniche di quella verso un’azienda, con alcune particolarità: si usa il codice destinatario “0000000”, si trasmette comunque al Sistema di Interscambio e va consegnata al cliente una copia leggibile. In questo articolo vediamo passo per passo come si emette una fattura elettronica verso un privato, perché serve il codice fiscale, dove il cliente può ritrovarla e cosa devi consegnargli.

Anche verso un privato la fattura è elettronica

Dall’introduzione dell’obbligo, quasi tutte le partite IVA italiane devono emettere fattura in formato elettronico anche quando il cliente è un consumatore finale (una persona fisica senza partita IVA). L’obbligo riguarda anche i contribuenti in regime forfettario, coinvolti dal 2024 salvo pochissime eccezioni.

La differenza rispetto al B2B non sta nella tecnologia, ma nel fatto che il privato non ha un canale telematico (né codice destinatario, né PEC registrata per ricevere fatture). Per questo entra in gioco un meccanismo specifico che vediamo subito.

Il codice destinatario per il privato: 0000000

Il codice destinatario è il “recapito” telematico su cui lo SdI consegna la fattura. È composto da 7 caratteri. Quando il cliente è un privato senza canale di ricezione, si compila il campo con sette zeri: “0000000”.

Con questo codice il Sistema di Interscambio riceve e valida comunque la fattura, ma non potendo recapitarla a un canale del destinatario la rende disponibile nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. In pratica: la fattura esiste, è trasmessa correttamente, ma il privato dovrà andarla a consultare o riceverne una copia da te.

E il codice fiscale?

Nella fattura verso un privato al posto della partita IVA si indica il codice fiscale del cliente. È un dato importante: consente allo SdI di associare la fattura all’area riservata della persona corretta.

Come si emette la fattura elettronica a un privato: i passaggi

La copia da consegnare al cliente

Poiché il privato non riceve nulla in automatico su un proprio canale, la normativa prevede che tu gli rilasci una copia della fattura. Questa copia può essere:

È buona prassi informare il cliente che l’originale fiscale è comunque il file elettronico disponibile nella sua area riservata, e che la copia cartacea o PDF serve per sua comodità. In questo modo eviti equivoci e il privato sa dove ritrovare il documento anche in futuro.

Dove il privato consulta le sue fatture

Il consumatore può accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS) e consultare le fatture ricevute nella sezione dedicata. Molte persone non lo sanno e non attivano la consultazione: proprio per questo la copia che consegni tu resta il modo più semplice per fargli avere il documento.

Riepilogo: privato, PA ed estero a confronto

Destinatario Campo codice destinatario Identificativo
Privato / consumatore 0000000 Codice fiscale
Azienda con canale telematico Codice a 7 cifre o PEC Partita IVA
Pubblica Amministrazione Codice IPA a 6 cifre Partita IVA / dati PA
Cliente estero XXXXXXX Dati identificativi esteri

Il caso dei forfettari e degli acquisti privati

Per chi opera in regime forfettario la fattura al privato non espone l’IVA: al suo posto si riporta la dicitura del regime agevolato. Resta però l’obbligo, dal 2024, di emettere il documento in formato elettronico anche verso i consumatori, con codice destinatario “0000000” e codice fiscale del cliente. È bene ricordare che l’eventuale imposta di bollo da 2,00 € (per importi oltre 77,47 € senza IVA) può essere addebitata al cliente o rimanere a carico di chi emette, a seconda di come è impostato il documento.

Un altro dubbio ricorrente riguarda il privato che chiede la fattura per detrazioni o rimborsi (ad esempio spese sanitarie o ristrutturazioni): in questi casi il codice fiscale corretto e la copia leggibile del documento sono essenziali, perché il cliente possa utilizzare la fattura nella propria dichiarazione. Consegnare tempestivamente il PDF, oltre al deposito automatico in area riservata, evita richieste successive e possibili contestazioni.

Nota su ricevute e scontrini

La fattura elettronica al privato è cosa diversa dallo scontrino/ricevuta del commercio al dettaglio, dove vige il regime dei corrispettivi telematici. Se il cliente privato richiede espressamente la fattura, questa va emessa in formato elettronico con le regole viste sopra; diversamente, per molte attività al dettaglio è sufficiente il documento commerciale.

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Domande frequenti

Devo emettere fattura elettronica anche a un cliente privato?

Sì. L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda quasi tutte le partite IVA, anche quando il cliente è un consumatore finale senza partita IVA. Cambia solo il modo di indicare il destinatario.

Che codice destinatario si usa per un privato?

Si usa “0000000” (sette zeri) e si indica il codice fiscale del cliente. Lo SdI rende poi la fattura disponibile nell’area riservata del consumatore.

Il cliente privato riceve la fattura in automatico?

No, non su un proprio canale: la trova nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Per questo devi consegnargli comunque una copia (in genere un PDF via email).

Serve il bollo sulla fattura a un privato?

Dipende dal contenuto: l’imposta di bollo da 2,00 € è dovuta sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 €. Il tuo software segnala quando applicarla.

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