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Fatturazione Elettronica

Split payment nella fattura elettronica: cos’e e come funziona la scissione dei pagamenti

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 5 min di lettura

Lo split payment nella fattura elettronica (in italiano “scissione dei pagamenti”) è il meccanismo per cui, in alcune operazioni, l’IVA non viene incassata dal fornitore ma versata direttamente all’Erario dal cliente. In pratica, chi emette la fattura riceve solo l’imponibile, mentre l’IVA è trattenuta e versata dall’ente pubblico (o dal soggetto tenuto). Vediamo cos’è lo split payment, quando si applica, come si indica nella fattura elettronica e quali effetti ha sull’IVA.

Che cos’è la scissione dei pagamenti

La scissione dei pagamenti è un regime speciale di riscossione dell’IVA. Normalmente il fornitore incassa dal cliente l’importo comprensivo di IVA e poi versa quell’IVA allo Stato. Con lo split payment questo passaggio cambia: il cliente paga al fornitore solo l’imponibile, mentre l’IVA indicata in fattura viene versata direttamente all’Erario dal cliente stesso.

Lo scopo del meccanismo è di contrasto all’evasione: spostando l’obbligo di versamento in capo al cliente (tipicamente un ente pubblico), si riduce il rischio che l’IVA non venga poi riversata.

Split payment: come funziona in concreto

Il funzionamento è più semplice di quanto sembri. Prendiamo una fattura con imponibile 1.000 € e IVA al 22% (220 €):

Per il fornitore, quindi, l’IVA esposta in fattura non entra nella liquidazione come IVA a debito da versare: è “scissa” e gestita a monte dal cliente. Contabilmente il fornitore deve neutralizzare quell’IVA, perché non la incasserà.

Quando si applica lo split payment

La scissione dei pagamenti si applica, in generale, alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di determinati soggetti, in particolare:

L’ambito dei soggetti a cui si applica è definito da elenchi e riferimenti normativi che vengono aggiornati nel tempo: prima di emettere fattura verso un ente pubblico o una società partecipata è opportuno verificare se rientra tra i soggetti in split payment. Il meccanismo non si applica, in linea di massima, quando l’operazione è già assoggettata a reverse charge o quando la controparte non rientra tra i soggetti previsti.

Come si indica lo split payment in fattura elettronica

Nel file XML della fattura elettronica lo split payment si indica valorizzando l’apposito campo di esigibilità dell’IVA con il valore “S” (scissione dei pagamenti). Questo comunica allo SdI e al destinatario che l’IVA di quella riga è soggetta a scissione dei pagamenti.

In pratica, un buon software di fatturazione ti permette di attivare l’opzione “scissione dei pagamenti” sul cliente o sul singolo documento: il campo dell’esigibilità viene compilato correttamente e il totale a carico del cliente riflette il fatto che l’IVA sarà versata da lui. L’IVA resta comunque esposta in fattura con la relativa aliquota: non va confusa con le operazioni senza IVA. È buona prassi inserire anche una dicitura come “Scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/1972” per chiarezza.

Effetti sull’IVA e sulla liquidazione

Gli effetti principali dello split payment riguardano la gestione dell’IVA:

Soggetto Cosa fa con l’IVA
Fornitore Espone l’IVA in fattura ma non la incassa e non la versa: la neutralizza in contabilità
Cliente (ente/PA) Paga al fornitore solo l’imponibile e versa l’IVA all’Erario

Per il fornitore, un effetto pratico frequente è l’emergere di crediti IVA: continuando a maturare IVA sugli acquisti (detraibile) ma senza incassare l’IVA sulle vendite in split, la posizione può risultare a credito. Per questo la normativa prevede procedure agevolate di rimborso per chi opera prevalentemente in scissione dei pagamenti. La valutazione di questi aspetti va fatta con il proprio commercialista.

Split payment, reverse charge e bollo: da non confondere

Lo split payment è diverso dal reverse charge (inversione contabile): nel reverse charge l’IVA non viene esposta dal fornitore ed è il cliente a integrarla e assolverla come autofattura; nello split payment l’IVA è invece esposta in fattura, ma versata dal cliente. Sono due meccanismi distinti, con campi e regole differenti nel tracciato XML.

Sul fronte dell’imposta di bollo, valgono le regole ordinarie: per le fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 € è dovuta l’imposta di bollo da 2,00 €. Nelle fatture in split payment l’IVA è comunque esposta, quindi il tema del bollo va valutato caso per caso in base alla natura delle righe.

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Domande frequenti

Chi versa l’IVA con lo split payment?

L’IVA viene versata all’Erario dal cliente (tipicamente l’ente pubblico), non dal fornitore. Il fornitore incassa solo l’imponibile.

Come si indica lo split payment nel file XML?

Si valorizza il campo dell’esigibilità dell’IVA con “S” (scissione dei pagamenti). L’IVA resta esposta in fattura con la relativa aliquota.

Lo split payment si applica a tutti i clienti?

No. Si applica alle operazioni verso le Pubbliche Amministrazioni e verso alcuni soggetti espressamente indicati. Verifica sempre se la controparte rientra tra i soggetti previsti.

Split payment e reverse charge sono la stessa cosa?

No. Nello split payment l’IVA è esposta ma versata dal cliente; nel reverse charge l’IVA non è esposta dal fornitore ed è il cliente a integrarla e assolverla.

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