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Come Migrare un Sito WordPress: Guida Completa al Trasferimento

Gianluca Gentile
Gianluca Gentile
· 12 min di lettura

Come Migrare un Sito WordPress: Guida Completa al Trasferimento

Migrare un sito WordPress da un hosting a un altro, da un dominio a un altro o da un ambiente locale a un server di produzione è un’operazione che prima o poi ogni proprietario di sito si trova ad affrontare. Che tu stia cambiando hosting per migliorare le performance, trasferendo il sito a un nuovo dominio dopo un rebranding o pubblicando un sito sviluppato in locale, la migrazione richiede attenzione e metodo per evitare perdita di dati, link rotti e tempi di inattività.

In questa guida completa ti guideremo attraverso ogni fase della migrazione WordPress, coprendo sia i metodi automatizzati con plugin sia la procedura manuale per i casi più complessi. Seguendo queste istruzioni passo dopo passo, potrai completare la migrazione del tuo sito in sicurezza e con tempi di inattività minimi o nulli.

Tipi di migrazione WordPress

Esistono diversi scenari di migrazione, ciascuno con le proprie peculiarità:

Cambio di hosting (stesso dominio): trasferisci il sito da un provider di hosting a un altro mantenendo lo stesso dominio. È lo scenario più comune, motivato da problemi di performance, costi o supporto del vecchio hosting. Richiede la gestione della propagazione DNS per minimizzare i tempi di inattività.

Cambio di dominio (stesso hosting): il sito resta sullo stesso server ma cambia indirizzo web. Richiede l’aggiornamento di tutti i riferimenti interni (URL nel database, link nelle immagini, redirect) e una gestione SEO attenta per non perdere il posizionamento acquisito.

Cambio di hosting E dominio: la migrazione più complessa che combina entrambi gli scenari precedenti.

Da locale a server (deploy): trasferimento di un sito sviluppato su un ambiente locale (Local, XAMPP, MAMP) al server di produzione.

Da server a locale (staging): copia di un sito in produzione su un ambiente locale per test e sviluppo.

Da WordPress.com a WordPress.org: migrazione dalla piattaforma gestita alla versione self-hosted per avere pieno controllo.

Preparazione alla migrazione

Prima di iniziare la migrazione, segui questi passaggi preparatori essenziali:

1. Backup completo: esegui un backup completo del sito (file + database) e salvalo in una posizione sicura. Questo backup è la tua rete di sicurezza: se qualcosa va storto durante la migrazione, puoi sempre tornare alla versione precedente.

2. Nota le configurazioni: documenta la versione di PHP, MySQL, le impostazioni del server, i plugin attivi e le configurazioni personalizzate. Il nuovo hosting potrebbe avere configurazioni diverse che richiedono adattamenti.

3. Verifica il nuovo hosting: assicurati che il nuovo hosting soddisfi i requisiti di WordPress: PHP 7.4+ (consigliato 8.2+), MySQL 5.7+ o MariaDB 10.4+, HTTPS, e risorse sufficienti (RAM, spazio disco). Verifica anche che supporti le stesse estensioni PHP utilizzate dai tuoi plugin.

4. Riduci il TTL del DNS: se stai cambiando hosting, almeno 24-48 ore prima della migrazione riduci il TTL (Time To Live) del record DNS del dominio a 300 secondi (5 minuti). Questo permetterà una propagazione più rapida quando aggiornerai i DNS al nuovo server.

5. Pianifica i tempi: scegli un momento con poco traffico per la migrazione. La notte o il weekend sono ideali per siti aziendali italiani.

Dashboard WordPress in fase di preparazione alla migrazione

Metodo 1: migrazione con plugin (consigliato)

Per la maggior parte dei siti, un plugin di migrazione è il metodo più semplice e sicuro. I plugin automatizzano la copia dei file, l’esportazione/importazione del database e l’aggiornamento degli URL.

Migrazione con All-in-One WP Migration

All-in-One WP Migration è il plugin di migrazione più popolare grazie alla sua semplicità estrema:

Sul sito di origine: installa e attiva il plugin, vai su All-in-One WP Migration → Esporta, scegli "Esporta verso File" e scarica il file di archivio generato. Il file contiene l’intero sito (file + database) in un unico pacchetto.

Sul nuovo hosting: installa WordPress fresco, installa All-in-One WP Migration, vai su All-in-One WP Migration → Importa e carica il file di archivio. Il plugin sovrascriverà l’installazione fresca con il contenuto del tuo sito. Nota: la versione gratuita ha un limite di importazione di 256 MB. Per siti più grandi, serve la versione Unlimited o il componente aggiuntivo per lo storage cloud.

Migrazione con Duplicator

Duplicator è lo strumento preferito dai professionisti per le migrazioni:

Creazione del pacchetto: sul sito di origine, installa Duplicator e crea un nuovo pacchetto. Duplicator eseguirà una scansione del sito verificando la dimensione, i permessi e la compatibilità. Se tutto è in ordine, genera il pacchetto: un file .zip con tutti i file e il database, accompagnato da un file installer.php.

Trasferimento: carica il file .zip e installer.php nella root del nuovo hosting tramite FTP o il file manager del pannello hosting.

Installazione: accedi a tuonuovodominio.it/installer.php dal browser. L’installer ti guiderà nella configurazione: inserisci le credenziali del nuovo database (che avrai creato dal pannello hosting), il nuovo URL del sito e conferma. Duplicator estrarrà i file, importerà il database e aggiornerà tutti gli URL automaticamente.

Migrazione con UpdraftPlus

Se già usi UpdraftPlus per i backup, puoi utilizzarlo anche per la migrazione:

Sul sito di origine: esegui un backup completo e salvalo su cloud (Google Drive, Dropbox). Sul nuovo hosting, installa WordPress e UpdraftPlus, collega lo stesso account cloud e ripristina il backup. UpdraftPlus Migrator (nella versione Premium) gestisce automaticamente l’aggiornamento degli URL per il nuovo dominio.

Metodo 2: migrazione manuale

La migrazione manuale è necessaria quando i plugin non funzionano (sito troppo grande, hosting con restrizioni) o quando vuoi il massimo controllo sul processo.

Passo 1: esportare il database

Accedi a phpMyAdmin sul vecchio hosting, seleziona il database del sito, clicca su "Esporta", scegli il metodo "Personalizzato" per avere opzioni avanzate, seleziona tutte le tabelle, scegli formato SQL e clicca "Esegui". Salva il file .sql risultante.

Passo 2: copiare i file

Scarica tutti i file del sito dal vecchio hosting tramite FTP (con un client come FileZilla) o tramite il file manager del pannello hosting. Assicurati di scaricare anche i file nascosti come .htaccess. Per siti grandi, puoi creare un archivio .zip direttamente sul server e scaricarlo (molto più veloce di scaricare migliaia di singoli file via FTP).

Passo 3: creare il database sul nuovo hosting

Dal pannello del nuovo hosting, crea un nuovo database MySQL, un utente con tutti i privilegi e annota nome database, utente e password.

Passo 4: importare il database

Accedi a phpMyAdmin sul nuovo hosting, seleziona il database appena creato e importa il file .sql scaricato dal vecchio hosting.

Passo 5: caricare i file

Carica tutti i file del sito nella directory del nuovo hosting (solitamente public_html o httpdocs) tramite FTP o file manager.

Passo 6: aggiornare wp-config.php

Modifica il file wp-config.php per aggiornare le credenziali del database con quelle del nuovo hosting: DB_NAME, DB_USER, DB_PASSWORD e DB_HOST (solitamente "localhost" ma potrebbe variare).

Passo 7: aggiornare gli URL nel database

Se il dominio è cambiato, devi aggiornare tutti i riferimenti al vecchio dominio nel database. NON usare un semplice cerca-e-sostituisci SQL perché WordPress memorizza dati serializzati che si corrompono con sostituzioni naive. Usa uno di questi strumenti:

WP-CLI: wp search-replace ’vecchiodominio.it’ ’nuovodominio.it’ --all-tables — gestisce correttamente i dati serializzati.

Search Replace DB (di Interconnect/it): uno script PHP che carica sul server e che gestisce la sostituzione in modo sicuro, inclusi i dati serializzati. Ricorda di eliminare lo script dopo l’uso per motivi di sicurezza.

Configurazione del sito dopo la migrazione

Gestione dei DNS e minimizzazione del downtime

Il momento più critico di una migrazione con cambio hosting è il passaggio dei DNS. Ecco come gestirlo professionalmente:

Prima della migrazione: riduci il TTL dei record DNS a 300 secondi, almeno 24-48 ore prima. Questo assicura che quando cambierai i DNS, la propagazione avverrà rapidamente.

Testa sul nuovo server prima di cambiare i DNS: usa il file hosts del tuo computer per puntare il dominio al nuovo server IP. In questo modo puoi navigare il sito sul nuovo hosting e verificare che tutto funzioni correttamente, mentre i visitatori vedono ancora il sito vecchio.

Congela il sito originale: quando sei pronto per il passaggio, blocca nuovi contenuti sul vecchio sito (metti in sola lettura o in manutenzione). Questo previene la perdita di dati creati durante la propagazione DNS.

Aggiorna i DNS: modifica i record A (e AAAA per IPv6) per puntare al nuovo server. Modifica anche i record MX se l’email è gestita dall’hosting.

Monitora la propagazione: usa strumenti come dnschecker.org per verificare che i DNS si propaghino correttamente in tutto il mondo. La propagazione completa può richiedere fino a 48 ore, ma con un TTL basso la maggior parte del traffico si sposta in 1-2 ore.

Migrazione con cambio di dominio: gestione SEO

Se stai cambiando dominio, la gestione SEO è cruciale per non perdere il posizionamento acquisito:

Redirect 301: configura redirect 301 (permanenti) da ogni URL del vecchio dominio al corrispondente URL del nuovo dominio. Puoi farlo tramite .htaccess sul vecchio hosting o tramite un plugin di redirect. I redirect devono restare attivi per almeno 12 mesi.

Google Search Console: aggiungi il nuovo dominio in Search Console, verifica la proprietà e usa lo strumento "Cambio di indirizzo" per notificare Google del trasferimento. Questo accelera la migrazione dell’indicizzazione e del ranking dal vecchio al nuovo dominio.

Sitemap aggiornata: genera e invia una nuova sitemap XML con gli URL del nuovo dominio.

Aggiorna i backlink: contatta i siti che linkano al tuo vecchio dominio e chiedi di aggiornare i link al nuovo indirizzo. I redirect 301 trasferiscono la maggior parte del "link juice" ma i link diretti sono sempre preferibili.

Monitora il traffico: dopo la migrazione, monitora attentamente il traffico organico in Google Analytics e le posizioni delle keyword in Google Search Console. Un calo temporaneo è normale nei primi giorni/settimane; un calo persistente indica un problema nella migrazione.

Verifiche post-migrazione

Dopo aver completato la migrazione, esegui queste verifiche essenziali:

Navigazione del sito: visita tutte le pagine principali, verifica che le immagini si carichino, che i link funzionino e che il layout sia corretto. Testa sia da desktop che da mobile.

Funzionalità: testa moduli di contatto, processo d’acquisto (se e-commerce), area riservata, funzionalità personalizzate e integrazioni con servizi esterni.

Permalink: verifica che i permalink funzionino correttamente. Se ricevi errori 404, ricostruisci i permalink andando su Impostazioni → Permalink e cliccando "Salva modifiche" senza cambiare nulla (questo rigenera le regole di rewrite nel .htaccess).

SSL/HTTPS: verifica che il certificato SSL sia attivo sul nuovo hosting e che tutte le pagine siano servite via HTTPS. Controlla che non ci siano avvisi di mixed content.

Email: se l’email è gestita dall’hosting, verifica che la ricezione e l’invio funzionino correttamente. Controlla i record MX, SPF, DKIM e DMARC del DNS.

Performance: testa la velocità del sito sul nuovo hosting con PageSpeed Insights e GTmetrix. Il nuovo hosting dovrebbe offrire performance uguali o superiori al precedente.

Cache: riconfigura i plugin di cache per il nuovo ambiente. Alcune impostazioni di cache sono specifiche per il server e potrebbero non funzionare dopo il trasferimento.

Verifica dello stato del sito dopo la migrazione

Problemi comuni durante la migrazione

Errore di connessione al database: il messaggio "Error establishing a database connection" indica che le credenziali in wp-config.php non corrispondono al database del nuovo hosting. Verifica DB_NAME, DB_USER, DB_PASSWORD e DB_HOST.

Link interni rotti e immagini mancanti: gli URL nel database puntano ancora al vecchio dominio o al vecchio percorso. Esegui un search-replace con WP-CLI o Search Replace DB.

Redirect loop: loop infiniti di redirect (il browser mostra "troppe redirezioni") spesso causati da conflitti tra le regole di redirect nel .htaccess, le impostazioni del plugin di cache e le impostazioni SSL. Pulisci il .htaccess e rigenera le regole.

Pagina bianca dopo la migrazione: abilita il debug temporaneo aggiungendo a wp-config.php: define( ’WP_DEBUG’, true ); per visualizzare l’errore specifico. Cause comuni: versione PHP incompatibile, limite di memoria insufficiente, plugin incompatibile.

Permessi dei file errati: dopo il trasferimento FTP, i permessi dei file potrebbero essere cambiati. Verifica che le directory siano 755 e i file 644. Il file wp-config.php dovrebbe essere 600 o 640.

Migrazione da WordPress.com a WordPress.org

Se stai passando dalla piattaforma gestita WordPress.com alla versione self-hosted WordPress.org, la procedura è leggermente diversa:

Esporta i contenuti da WordPress.com: vai su Strumenti → Esporta → Esporta tutto e scarica il file XML. Sul nuovo hosting con WordPress.org installato, vai su Strumenti → Importa → WordPress, installa l’importatore e carica il file XML. L’importatore trasferirà articoli, pagine, commenti, categorie, tag e media. Dopo l’importazione, installa e configura i plugin necessari (su WordPress.com molte funzionalità sono gestite dalla piattaforma, su WordPress.org servono plugin). Configura i redirect dal vecchio indirizzo wordpress.com al nuovo dominio (WordPress.com offre un servizio di redirect a pagamento chiamato Site Redirect).

Conclusioni

La migrazione di un sito WordPress è un’operazione delicata ma perfettamente gestibile con la giusta preparazione e gli strumenti adatti. La chiave è: backup prima di tutto, test approfonditi prima di cambiare i DNS e verifiche scrupolose dopo la migrazione. Con i plugin moderni, la maggior parte delle migrazioni può essere completata in meno di un’ora con downtime praticamente nullo.

Se la migrazione del tuo sito ti sembra troppo complessa o se gestisci un sito critico dove ogni minuto di downtime ha un costo, affidati a professionisti che gestiscono migrazioni quotidianamente. Il costo del servizio è sempre inferiore al rischio di una migrazione mal gestita.

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